È di pochi giorni fa la notizia che il Comune di Bologna ha deciso di sospendere il contributo previsto dal contratto di servizio per il People Mover. In seguito ai problemi manifestatisi in autunno e non ancora risolti, il sindaco Matteo Lepore è fermo sullo stop all’erogazione di soldi pubblici a Marconi Express, il concessionario della navetta che collega aeroporto e stazione.
In una Commissione consigliare tenutasi oggi, però, si scopre che il Comune ha già erogato 700mila euro al gestore privato e che quest’ultimo aveva chiesto soldi appena 44 giorni l’entrata in funzione del servizio.

Richieste economiche anticipate, obiettivi mancati e interruzioni: il flop del People Mover

L’avvio del People Mover è avvenuto in piena pandemia, il 20 novembre 2020, tra le perplessità di molti. Già allora, infatti, era ipotizzabile che il servizio non raggiungesse il numero necessario di passeggeri per potersi sostentare e che il Comune sarebbe stato chiamato, così come disciplina l’articolo 42 del contratto, ad erogare un contributo a Marconi Express.
Questa mattina, però, durante una Commissione consigliare, Cleto Carlini, dirigente del Dipartimento Lavori Pubblici del Comune di Bologna, ha ricostruito tutta la vicenda.

In particolare, alla fine del 2020, dopo appena 44 giorni dall’avvio del servizio, Marconi Express chiese all’Amministrazione comunale che fosse corrisposto il contributo pubblico per il mancato numero di passeggeri sulle navette della monorotaia. Il Comune, all’epoca, rifiutò, sostenendo che il calcolo dovesse essere effettuato sui 365 giorni. Tuttavia si raggiunse una mediazione secondo cui il calcolo dovesse essere annuale, ma fosse previsto uno step a ciascun semestre. Qualora il numero di passeggeri non avesse raggiunto la soglia prestabilita (60% nel primo anno di esercizio, 85% per il secondo e 100% dal terzo in poi), il Comune avrebbe erogato la metà degli 1,4 milioni di euro previsti per ogni anno. E così accadde perché la scorsa estate a Marconi Express furono erogati 714mila euro.

Il flop di passeggeri nel primo semestre di esercizio appare lampante. La quota di 355mila viaggiatori che rappresentava il 60% di quelli previsti, non è stata nemmeno lontanamente raggiunta, dal momento che a salire sul mezzo furono appena 85mila persone, cioè meno di un quarto.
Durante l’estate scorsa, però, le cose hanno cominciato a cambiare, perché è aumentato il traffico aereo e, di conseguenza, il numero di persone che volevano prendere la navetta da o per la stazione. Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, tra settembre e ottobre, però, sono cominciate le interruzioni improvvise del servizio ed è cominciato un confronto serrato tra Marconi Express da un lato e Comune e Regione dall’altro.

Poiché il piano presentato dal gestore privato prevede periodi di fermo per manutenzione, il Comune ha quindi fatto leva su un’altra clausola, già presente all’indizione della stessa gara per il People Mover, che prevedeva il funzionamento del servizio per una quota pari al 98%. La quota non è stata evidentemente raggiunta ed è per questo che il Comune ha deciso di sospendere a scopo cautelativo l’erogazione del contributo.

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