L’amore passionale, a metà ‘800, tra una giovane donna muta, Ada, con figlia di 9 anni, venuta dalla natia Scozia dopo essersi sposata per procura ad un ricco neozelandese, ed un perfetto sconosciuto che ha abbracciato la locale cultura maori, al quale impartirà delle particolarissime lezioni di pianoforte, suscitando la gelosia del neo-marito, questo il succo della trama del film “The Piano” (“Lezioni di piano” – 1992) di Jane Campion.

“Nel comporre la partitura di “Lezioni di piano”, la priorità era quella di scrivere la musica di Ada – un repertorio che si porta con sè, ovunque si trovi – musica creata da lei stessa, non appresa altrimenti. Conseguentemente, con l’aiuto della sceneggiatura, ed in modo particolare grazie all’intensità espressiva di Holly Hunter, sia come attrice che come pianista, iniziai a creare una raccolta di pezzi che immaginai potesse avere nella sua mente, nelle sue dita, nel suo corpo. Inizialmente ero insicuro su come stabilirne le coordinate stilistiche. Ma una volta avuta la percezione che Ada proveniva dalla Scozia, divenne logico usare le canzoni folcloristiche e popolari scozzesi, come base della musica, in questo modo acquisendo l’intera partitura, il giusto tono e carattere.

Era come se dovessi immedesimarmi nello scrivere la musica d’una compositrice alla quale capita di vivere dapprima in Scozia, poi in Nuova Zelanda, intorno alla metà degli anni ’50 dell’800. Una persona che ovviamente non è una compositrice o pianista professionale, quindi con un atteggiamento improntato ad una modestia di fondo.

Poichè Ada non parla, la sua musica al pianoforte si sostituisce alla sua voce, è la sua voce. Il suono del pianoforte riflette la sua personalità, il suo stato d’animo, la sua espressività, il suo dialogo senza parole, il suo linguaggio del corpo. Le occorre trasmettere i messaggi in modo da esprimere chiaramente i sentimenti che lei prova per Baines (il neozelandese analfabeta convertitosi alla cultura maori, ndt) durante le lezioni di pianoforte, e questi mutano da una lezione all’altra, mano a mano che la relazione, l’intreccio sessuale e la passione si sviluppano. La musica di Ada viene descritta da uno dei personaggi del film come ‘uno stato d’animo che ti trafigge… un suono che ti sconvolge interiormente’.

La musica per pianoforte perciò venne composta per prima e contribuì a definire la partitura orchestrale.” Così scrive Michael Nyman (1944) nelle note di commento del disco della colonna sonora originale di “The Piano” (dalla quale trarrà nel ’94, il suo concerto per pianoforte ed orchestra), in onda nella puntata di giovedì 26 maggio. Gli elementi dell’Orchestra Filarmonica di Monaco, con John Harle ai sassofoni soprano e contralto, David Roach ai sassofoni tenore e baritono oltre che al flauto ed al flauto contralto, sono diretti dall’autore che è anche al pianoforte. La registrazione, effettuata agli Arco Studios di Monaco di Baviera, è stata missata e montata ai Kitsch Studios di Bruxelles, mentre per la post-produzione ci si è rivolti agli Abbey Road Studios di Londra; il disco è uscito nel ’93, per la Virgin Records Ltd.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle ore 24, su Radio Città Fujiko, in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-

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