Si è tolto la vita ieri mattina nella sua casa della Croce di Casalecchio, in attesa dello sfratto previsto per oggi. Il corpo dell’uomo, 53 anni, è stato trovato dalla madre al suo rientro nell’abitazione. Dopo appena tre settimane dal suicidio della 40enne di Ponte Ronca, un altro suicidio dovuto a uno sfratto imminente. Social Log: “Non sono sfratti, ma veri e propri omicidi. Basta parlare di ‘emergenza casa’, è un dato strutturale”.

Rientro in radio dopo dieci giorni passati dietro ai vari impegni, più o meno interessanti, di una vita comune. Sulla lavagnetta della redazione sono rimasti alcuni appunti di qualche settimana fa. Due parole, tracciate da un pennarello nero, non sono state cancellate. “Suicidio-Sfratto”, recitano. Si riferiscono al suicidio della 40enne di Ponte Ronca, madre di due bambini, avvenuto appena 20 giorni fa. Aspettava uno sfratto, esecutivo dal 9 luglio, e non ha retto, dopo che pure l’allaccio al gas le era stato bloccato.

Così accade che dopo tre settimane la storia si ripeti, con dinamiche uguali e medesime motivazioni. Così oggi tocca parlare di un altro suicidio, quello di un padre 53enne in attesa di uno sfratto che oggi lo avrebbe sbattuto fuori dalla sua casa della Croce di Casalecchio. l’uomo, riferisce il Resto del Carlino, aveva problemi economici ed era separato. Quanto l’istantanea di oggi si possa sovrappore a quella di tre settimane è incredibile.

Incredibile, certo, ma sorprendente proprio no. Che si potesse rubare pezzo per pezzo la vita delle persone lo ha confermato l’articolo 5 del Piano Casa: niente acqua, niente luce, niente gas, niente residenza a occupanti o ‘abusivi’. Prima li si svuota, da dentro, poi si toglie loro il tetto. E se poi qualcuno non regge, si accetterà il dato fisiologico di qualche suicidio qua e là. Si esprimerà cordoglio, un’ora dopo o il giorno seguente. Un copione tanto scontato che già nel caso del suicidio di Ponte Ronca il pronostico delle pubblico cordoglio si è pienamente realizzato, tanto che quella stessa sera Mario Giordano ne faceva menzione a Ballarò.
Visto come vanno le cose, dice Fulvio di Social Log, “Di questi suicidi, e delle dichiarazioni del giorno dopo, ne avremo a centinaia nei prossimi mesi, e tanti sciacalli continueranno a speculare ad un passo dalle elezioni per cercare di raccattare qualche voto. Parliamo di sfratti, ma sono veri e propri omicidi, ed è impressionante la frequenza di questo fenomeno, anche nel nostro territorio.

Il tempo, però, passa inesorabile, e alle dichiarazioni seguono i fatti. Come nel caso dell’indagine della Procura di Bologna a carico del sindaco Virgino Merola. Nessun reato contestato, al momento, ma il provvedimento, disposto dal Pm Antonello Gustapane, intende fare chiarezza sul riallaccio dell’acqua negli stabili occupati di via De’ Maria e della ex Telecom, deciso proprio dal primo cittadino bolognese, ma in contrasto con l’articolo 5 del Piano Casa. “Mentre ci si ammazza per gli sfratti, la preoccupazione della procura è quella di togliere l’acqua ai bambini che vivono dentro le occupazioni”, dichiara ancora Fulvio, riferendosi all’enorme numero di minori che vivono nelle due occupazioni.

Anche sul fronte politico, le critiche alla decisione di Merola non sono mancate. Anzi. Bernardini (Insieme Bologna, Facci e Lisei (Fi) colgono l’occasione per schierarsi contro il sindaco ed elogiare l’avvio delle indagini. “Paghiamo l’acqua ai nomadi, paghiamo l’acqua a chi infrange la legge, ma ignoriamo completamente quando a non arrivare alla fine del mese sono anziani o italiani”, ha dichiarato Marco Lisei n un’intervista al Resto del Carlino. Chiara la replica di Social Log: il collettivo “Dice al signor Lisei che prima vengono i poveri, di qualunque provenienza. prima poveri e fuori loro, che speculano sulla morte e sulla vita della gente“.

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