“Radicati e radicali” è il claim della nuova edizione di Resilienze Festival, alle Serre dei Giardini Margherita dal 12 al 15 settembre. Artisti, musicisti, scienziati e giornalisti discutono sull’ambiente e su come preservarlo. L’intervista al direttore artistico Jonathan Ferramola.

“Radicali come coloro che si mettono in gioco e mettono al centro il proprio territorio, con radici sia fisiche che mentali, attraverso l’azione in profondità. Radicali per segnalare l’urgenza di affrontare il tema, dal momento che non c’è più tempo e si deve fare sul serio”. Con queste parole il direttore artistico Jonathan Ferramola sintetizza il claim – “Radicati e Radicali” della nuova edizione di Resilienze Festival, dal 12 al 15 settembre alle Serre dei Giardini Margherita.

Quattro giorni per affrontare il tema dei cambiamenti climatici e dell’ambiente, ma anche e soprattutto di come approcciarlo, di cosa è necessario fare per adattarsi (da cui appunto il nome “Resilienze”), ma anche delle misure necessarie per non raggiungere il punto di non ritorno.
Come sempre, il festival sceglie la strada del dialogo tra diverse discipline, dall’arte alla musica, dalla scienza al giornalismo, senza dimenticarsi il cinema, per approcciare in modo originale e diverso uno degli argomenti letteralmente più caldi a livello globale.

A questa edizione di Resilienze passeranno Massimo Zamboni, che guiderà il pubblico in un viaggio lungo la pianura padana, John De Leo, con cui si affronteranno le espressioni popolari, la Banda del Comitato e Alice Rorhwacher si soffermeranno sul tema delle monocolture, mentre il Collettivo Antonello Ghezzi “produrrà” suoni stellari.
Per quanto riguarda il cinema, le proiezioni saranno due: una in collaborazione con CinemAmbiente, “The Human Element”, e la seconda, “Watermark”, in collaborazione col Mast e la mostra “Antropocene”.

Il programma, però, non è ancora finito ed è molto ricco. Importante è il corso di formazione sul giornalismo ambientale in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti. Sul tema delle narrazioni, inoltre, sono previste diverse iniziative, come la rassegna stampa ambientale e musicata ed un confronto fra testate che si occupano di inchieste e tematiche ambientali.
“A mio avviso la narrazione ansiogena alla lunga non paga – osserva Ferramola – ma è molto meglio la coerenza, una corretta analisi delle cause e degli effetti e la determinazione nel seguire il tema”.

A Resilienze ci sarà spazio anche per i principali comitati, sia cittadini che nazionali. Alle Serre dei Giardini Margherita arriveranno Extintion Rebellion, Friday for Future, Rigenerazione No Speculazione ed altri che si interrogheranno su come si fa mobilitazione oggi e sui risultati che si possono raggiungere.
L’arte, come sempre, troverà spazio nelle installazioni allestite negli spazi del festival, come “L’Oracolo”, che tutte e tutti potranno interrogare.

ASCOLTA L’INTERVISTA A JONATHAN FERRAMOLA: