Straordinari non pagati, stipendi in ritardo, scarsa sicurezza sul lavoro e contratti irregolari. Le dipendenti del negozio di abbigliamento Alcott sono in stato di agitazione e hanno annunciato lo sciopero a oltranza fino al 31 dicembre, quando scadranno i loro contratti.

Dopo la protesta andata in scena sabato scorso non si ferma la battaglia delle sei dipendenti del negozio di abbigliamento Alcott, in via Ugo Bassi. Le commesse hanno iniziato uno sciopero a oltranza che proseguirà fino al 31 dicembre, data in cui scadranno i loro contratti. Dal primo gennaio saranno a casa. Ma è proprio sui contratti che le lavoratrici, insieme ai delegati sindacali, fanno sentire la loro voce: “Insieme alla Cgil ci siamo accorte di avere contratti irregolari e non registrati all’Ente bilaterale“, spiega Caterina della Rsa. Lei, come le sue cinque colleghe, era assunta con un contratto a termine come aiuto-commessa, mentre un’altra ragazza con un apprendistato.

Abbiamo impugnato i nostri contratti e siamo riusciti ad avere un incontro con l’azienda che ha mandato un suo consulente senza alcuna delega – fa sapere Caterina – Sono venuti solo per una stretta di mano sperando di riuscire ad archiviare lo stato di agitazione. Abbiamo rifiutato e andiamo avanti con lo sciopero. Non ci fermiamo finché non verranno riconosciuti i nostri diritti“.

Insieme all’irregolarità dei contratti, le commesse Alcott lamentano mansioni non dovute, straordinari non pagati, stipendi in ritardo, oltre al “problema della sicurezza sul lavoro, inesistente. Nei nostri contratti c’era solo la mansione di aiuto commessa, ma dovevamo fare anche altro. Non ci è stato riconosciuto niente, ci è stato anche detto che noi non lavoravamo, invece è l’esatto contrario”.

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