A bordo dell’Acquarius, la nave di Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere,  per assistere ai salvataggi in mare dei migranti. Nasce da questa esperienza il fumetto-inchiesta di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso “Salvezza” (Feltrinelli comics). In queste ore chi ha attaccato le ong che salvano vite sta formando il governo. Uno degli autori: “Il fumetto ci permette di entrare nelle scuole”.

Tre settimane a bordo dell’Acquarius, la nave delle ong Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere, che opera in acque internazionali al largo della Libia per ricercare e soccorrere i barconi carichi di migranti che tentano di raggiungere l’Europa. E in quelle tre settimane sono state quattro le operazioni di salvataggio effettuate, che hanno messo il salvo mille vite.
Nasce da questa esperienza di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso la graphic novel “Salvezza“, edita da Feltrinelli Comics.

Il fumetto-inchiesta raccoglie quindi le testimonianze dei naufraghi e del personale a bordo della nave. Ci sono i loro volti e le loro emozioni, ma soprattutto ci sono i viaggi di chi ha percorso il deserto in cerca di una vita migliore, le denunce di chi fuggiva dalla guerra ed è rimasto prigioniero in Libia, i racconti di chi ce l’ha fatta e i sorrisi di chi ha salvato loro la vita.
“È stato emozionante, ma anche inquietante – racconta ai nostri microfoni Rizzo – Quello che sta succedendo, in particolare in Libia, che è una terra di nessuno, è veramente agghiacciante e facilmente si può paragonare alla Shoah”.

Il ruolo delle ong e delle loro navi, dunque, è fondamentale per salvare vite e per testimoniare quanto sta accadendo, anche se la narrazione politica e mediatica italiana le ha messe sul banco degli imputati.
Viviamo in un’epoca dove essere buoni e solidali è un difetto e un problema – osserva l’autore – È abbastanza evidente che le ong sono state nell’occhio del ciclone della propaganda per ragioni meramente politiche di consenso“.
Lo stesso consenso che ora sta per essere capitalizzato, poiché M5S e Lega, le due formazioni che più hanno calcato sul tema, stanno per formare un governo.

Eppure le inchieste su quello che accade in Libia o le informazioni su quello che succede nei Paesi da cui scappano i migranti non mancano. Il fumetto, in questo quadro, può rappresentare uno strumento diverso per arrivare alle persone?
“Il rischio, in questi casi, è di arrivare solo alle persone che la pensano come te – osserva Rizzo – ma grazie al fumetto abbiamo la possibilità di entrare nelle scuole e incontrare studenti, che magari sono distratti o che non hanno mai parlato di questo argomento in famiglia”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARCO RIZZO:

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