Gli ambientalisti bolognesi hanno manifestato al C.N.R. contro il coinvolgimento dell’Hera nel progetto  
della centrale a carbone di Saline Joniche. Appello degli attivisti di diversi comitati ai dirigenti del gruppo perché si ritiri dal progetto.

Una mobilitazione delle associazioni ambientaliste bolognesi e del comitato acqua pubblica ha avuto luogo oggi davanti ai cancelli del C.N.R. di via Gobetti. Gli attivisti di Legambiente, WWF, Comitato Acqua Pubblica di Bologna si sono organizzati in un presidio esterno mentre, dietro i cancelli del Centro Nazionale Ricerca si stava svolgendo un’assemblea del gruppo Hera, uno dei soggetti che ha preso parte al progetto di costruzione di una centrale a carbone in Calabria, a Saline Joniche.
 
Il progetto di una centrale elettrica nel comune di Montebello Ionico (RC) risale al 2007 ed ha una grande rilevanza sia dal punto di vista territoriale che energetico. Il sito designato è quello di un’ex area industriale dismessa (la ditta Liquichimica Biosintesi) su cui sorgerà la centrale per una superfice totale occupata di 322.750 km quadrati ed una potenza energetica di 1.320 MWE.
La società che detiene il controllo dell’operazione è la SEI s.p.a che riunisce al suo interno 4 azionisti: il gruppo svizzero Repower A.G., che detiene la maggioranza delle azioni (57.7%), il gruppo bolognese Hera (20%), la Foster Wheeler Italiana S.r.l. (15%) e la Apri Sviluppo s.p.a. (7,5%).  
 
Il progetto è stato fin da subito osteggiato da una serie di associazioni sociali e ambientali del territorio calabrese che si sono riunite all’interno del Coordinamento delle Associazioni dell’Area Grecanica. La loro azione di opposizione al progetto della centrale ha conosciuto un punto di svolta il 22 Settembre del 2013 quando la Repower, l’azionista di maggioranza, ha annunciato con un comunicato stampa il proprio ritiro entro il 2015 dal progetto della centrale calabrese, una decisione presa in seguito ad un referendum indetto nel Cantone dei Grigioni, dove ha sede la Repower, che ha sancito l’abolizione per le aziende locali dell’utilizzo del carbone.  
 
Andrea Caselli, rappresentante del Comitato dell’Acqua, ha raccolto l’appello delle associazioni calabresi e insieme agli altri comitati ha rivolto un appello ai dirigenti del gruppo Hera affinché anche il gruppo emiliano si ritiri dal progetto della centrale, evitando così di alimentare un atteggiamento di sensibilità alle questioni ambientali contraddittorio, molto attivo quando si tratta del territorio regionale emiliano e più disinteressato altrove. A sostegno della causa ambientalista il Comitato dell’Acqua e il movimento ambientale sarà presente questo 25 Aprile all’interno della manifestazione “Il Pratello R-esiste” con un banchetto.
 
Michela Sartini