Si chiama “Ecor” e il suo acronimo è valido per molte lingue. Quello inglese è “Extractivism, Conflicts, Resistances” e quello italiano è la diretta traduzione: “Estrattivismo, Conflitti, Resistenze“. È stato inaugurato sabato scorso il portale di una rete di attivisti e ricercatori, che si sono riuniti per creare uno spazio di dibattito e approfondimento sull’aggressione del profitto contro i territori di tutto il mondo e di informazione dai movimenti di resistenza.
Tra gli obiettivi, da un lato c’è quello di aiutare a “comprendere la portata mondiale dei fenomeni” e dall’altro “amplificare le voci di chi si oppone e sostenerne le lotte”.

Il portale su estrattivismo, conflitti e resistenze

«Ecor è un progetto messo in pratica dall’Associazione Bianca Guidetti Serra – racconta ai nostri microfoni Alessandra Cecchi – Nasce dal workshop internazionale “Policing Extractivism: Security, Accumulation, Pacification”, organizzato dal Transnational Institute, dalla Associazione Bianca Guidetti Serra, dal Movimento No TAP e dall’UniSalento due anni fa, nel 2018, a Melendugno, in provincia di Lecce». Sotto la lente di ingrandimento dei partecipanti c’erano gli attacchi ai territori da parte delle attività estrattive, che espropriano le comunità e distruggono la natura al servizio dell’accumulazione del profitto.

Dalla necessità di continuare il dibattito, diffondere materiale internazionale sull’argomento, ma anche mettere in rete i diversi movimenti che si oppongono a questi processi, nasce appunto Ecor.Network.
Il filo conduttore dei contenuti del portale, dunque, riguarda “le forme di espropriazione attuate – in contesti sia rurali che urbani – in funzione dell’accumulazione di capitale, con tutti i loro annessi in termini di devastazione ecosistemica e sociale”. Dalla continua espansione dell’estrazione mineraria e dei combustibili fossili all’estendersi della frontiera agroindustriale, dal proliferare della speculazione urbana alla costruzione di grandi reti infrastrutturali funzionali alla spoliazione sia di comunità locali che di interi continenti, il campo di azione è piuttosto vasto.

«Il portale – continua Cecchi – fornisce sia un archivio aggiornato di materiali già presenti in free download, che noi in parte traduciamo per renderli più fruibili, sia ospita materiale di analisi che produciamo sui temi delle aggressioni del profitto ai territori, delle politiche securitarie che li sostengono e del collegamento fra estrattivismo e varie forme di violenza».
Nella prospettiva adottata, non si mancherà di analizzare “il ruolo degli Stati come guardiani e garanti dei processi di estrazione e come artefici delle strategie di pacificazione dei conflitti che ne derivano, dove per pacificazione si intende la riduzione delle popolazioni conflittuali ad uno stato di ‘sottomissione pacifica’ anche attraverso la guerra e i poteri di polizia”.

Una prima occasione di approfondimento riguarderà l’estrattivismo nella pandemia, a cui sarà dedicato anche un webinar previsto per mercoledì 24 febbraio alle 17.00 sulla pagina Facebook del portale.
A partecipare saranno Francesco Martone di Ecor, l’attivista amazzonica Patricia Gualinga, l’attivista dei diritti umani e futura candidata a presidente della Colombia Francia Márquez Mina, Paola Ortiz di Yasunidxs Cuenca (Ecuador), Evelyn Linde di AusgeCO2hlt (Germania), l’attivista No Tav Maria Teresa Messidoro, il catalano Alfons Perez di O.D.G. e l’ex presidente dell’Assemblea Costituente dell’Ecuador Alberto Acosta.

«Focalizziamo il fatto che ci sono dei fenomeni assolutamente trasversali – osserva Cecchi – che attraversano tutto il mondo e riguardano l’intensificazione delle attività estrattive sui territori proprio approfittando della pandemia, parallelamente con delle strette autoritarie e peggioramenti delle normative repressive e un aumento della violenza contro i militanti, sia extralegale che legale».
Il webinar si inserisce in un ciclo di approfondimenti sul tema che durerà una quindicina di giorni e offrirà spunti di approfondimento anche sul portale.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ALESSANDRA CECCHI:

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