Il Comitato Popolare Difesa Beni Pubblici e Comuni “Stefano Rodotà” sta ultimando la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che era già stata presentata e mai considerata dal Parlamento. Oggi è ancora e più che mai necessario introdurre nell’ordinamento giuridico il concetto di “bene comune”. La raccolta termina il 30 luglio. Ne abbiamo parlato con l’avvocata Stefania Scarponi.

Introdurre il concetto di bene comune nell’ordinamento italiano e sostenere una legislazione più stringente sulla possibilità di privatizzare beni fondamentali collegati con i diritti propri di ciascuna persona: questo lo scopo della proposta del comitato popolare. “La legge che viene proposta adesso per la raccolta delle firme come legge di iniziativa popolare propone lo stesso testo che fu varato dalla commissione Rodotà nel periodo in cui si fece il referendum popolare sull’acqua” ha detto ai microfoni di Radio Città Fujiko Stefania Scarponi, avvocata del comitato che si è occupata della raccolta firme.

A lei abbiamo chiesto cosa si intende per beni comuni: “Le legge definisce beni comuni quelli che sono collegati a un diritto fondamentale della persona, con richiamo all’articolo 3 della nostra costituzione” ha detto l’avvocata. “Alcuni tipi di beni appartenenti alla categoria non possono essere venduti, devono essere oggetto di una proprietà privata. In altri casi possono essere privatizzati purché ne sia garantita la fruizione collettiva e la destinazione d’uso pubblico”. “Una delle novità che introdurrebbe la ‘nostra’ legge – ha continuato Scarponi – è l’introduzione della categoria di beni comuni sociali, che corrisponde alla soddisfazione dei diritti sociali della persona”.  

Sono necessarie 50.000 firme perché la proposta possa diventare una legge di iniziativa popolare; in seguito, in base al nuovo regolamento del Senato, la legge dovrebbe essere appunto discussa nell’aula parlamentare. Chi volesse sostenere l’iniziativa e partecipare alla raccolta firme può farlo entro il 30 luglio. I residenti bolognesi possono recarsi a sottoscrivere i moduli  presso l’Ufficio relazioni col pubblico del Comune di Bologna, in piazza Maggiore numero 6. Un’altra raccolta firme ci sarà domenica prossima in piazza Carducci insieme all’associazione ‘Slow food’, dalle 9 alle 13. La prossima settimana saranno organizzati altri eventi, i cui sviluppi potranno essere seguiti sulla pagina Facebook del comitato popolare Difesa Beni Pubblici e Comuni Stefano Rodotà.

Sara Spimpolo

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