La fantasia e la ricerca scientifica sono antittetiche, o non può esistere uno scienziato senza imaginazione e un favolista senza la curiosità dell’universo? Nel Pioniere dela Rinaldi e di Rodari il racconto si fa fantascientifico e la divulgazione tecnico-scientifico diventa racconto.

Gianni Rodari non leggeva l’intelligenza del fanciullo ad una direzione, ma come fatta di tante frecce diverse, dove una di queste si muoveva verso la conoscenza.

Lo conferma Pietro Grasso,al tempo cronista all’Unità con lo stesso Rodari, poi diventato nel tempo importante figura nel mondo della ricerca e della divulgazione.

Infatti, al festival della scienza e della filosofia, racconta di un Rodari più che interessato alle novità clamorose della fine degli anni ’50 sul versante dello sviluppo scientifico, tanto da tradurre le vecchie favole agricole contadine di Cipollino, espressione di un’Italia agricolo-contadina, in quelle di racconti astrali come “Il pianeta degli alberi di Natale“. Non è un caso che, ritirando l’ambitissimo premio internazionale Andersen per la letteratura per ragazzi, non abbia citato i fratelli Grimm o Esopo,ma Isaac Newton, quello che con la mela caduta sulla testa, si è posto la domanda: ma perchè è caduta proprio in basso sulla mia zucca e non in alto, o a destra, o a sinistra, arrivando ad ipotizzare una forza gravitazionale terrestre, quasi ci fosse un grande mago nelle viscere della terra capace di attrarre a sè tutte le cose del mondo, mela compresa. Di qui Newton ha esteso la teoria  all’intero universo, scrivendo una delle pagine più importanti della storia scientifica dell’uomo. D’altra parte non sono dei visionari anche gli attuali teorizzatori del bosone. dei buchi neri, dell’antimateria, ecc.?

Visionario era anche Nicola Tesla, l’inventore della corrente alternata, quella che ancor oggi illumina le nostre case.

Sergio Rossi, critico ed autore di graphic novels, ha prodotto con le illustrazioni di Giovenni Scarduelli “Nikola Tesla“, così commentato dalla pagina della casa editrice Becco GalloChi era Nikola Tesla? Un inventore geniale o un visionario sganciato dal suo tempo? Cresciuto in povertà nella metà dell’Ottocento sotto l’Impero Austro-Ungarico,Tesla riuscì a studiare e a diventare ingegnere con le sue sole forze…”

Lo steso Sergio Rossi, ai microfoni di 42 La Risposta, descrive questo borderline della tecnologia e ci parla dei nuovi orizzonti del ricerca, ancora capace di stupirci con le sue fantasie empiriche.

Ascolta la trasmissione

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61