«Bologna è la città delle donne, si dice. Ma se si guarda bene a queste elezioni comunali siamo solo in due candidate sindaco su otto totali». Ad affermarlo è Dora Palumbo, ex consigliera grillina poi passata al gruppo misto, ora in corsa per essere eletta sindaca di Bologna grazie al sostegno dalla lista Sinistra Unita per Bologna.

Sinistra Unita per Bologna: «Vogliamo fare opposizione di sinistra»

Proprio oggi sono stati presentati i nomi che compongono la lista di Sinistra Unita per Bologna, tra cui quello del giovanissimo Andrea Tornatore di appena 18 anni. Un gruppo formato da attivisti e attiviste sociali, ambientalisti, sindacalisti di varie organizzazioni, dal Partito della Rifondazione Comunista e Partito Comunista Italiano. In testa alla lista si presentano Mauro Collina del Prc, figura nota della sinistra cittadina e oggi impegnato nel volontariato, Marta Positò, laureata in giurisprudenza e impegnata nelle lotte dei ciclofattorini.

Michele Terra, motore del progetto di Sinistra Unita, non manca di criticare la «sinistra dei colli, quella che prima fa opposizione, ma poi vuole salire al potere, quella che se ne va all’eremo di Ronzano». E la battuta riguarda ovviamente Mattia Santori, il più famoso leader delle Sardine, che proprio in questi giorni si trova all’eremo. «Quello che vogliamo fare – sottolinea la candidata Palumbo – è essere una sinistra di opposizione. Non si può lasciare solo la destra a svolgere questo importante compito politico, altrimenti alla prossima legislatura non dobbiamo stupirci se vincerà le elezioni». Lo scoglio da superare è quello del 3% alle elezioni.

I principali temi politici e amministrativi di Sinistra Unita per Bologna riguarderanno: diritti, salario dei lavoratori pubblici e privati; sanità e scuola pubblica; un welfare fatto a misura dell’esigenze delle persone; sviluppo del trasporto pubblico. «Vogliamo, inoltre, preservare il verde cittadino e puntare su una mobilità sostenibile, cercando di fare qualcosa contro il people mover perché è un’opera non utile per i bolognesi. Ma questo lo dice la stessa Giunta, ma ormai sono stati spesi dei soldi per questo progetto».

Medea Calzana

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