Dopo oltre un anno di ostruzionismo, la commissione Giustizia della Camera ha votato e approvato il testo base che depenalizza la coltivazione domestica di marijuana. Il documento era stato presentato dal deputato Riccardo Magi di +Europa e in seguito da Caterina Licatini del M5s e, nella sostanza, consente la coltivazione di massimo quattro piantine femmine di cannabis, quelle che producono infiorescenze contenente thc.
In attesa che il disegno di legge compia il suo iter parlamentare e venga approvato, nello stand dei Giovani Democratici alla Festa dell’Unità nazionale, in corso a Bologna, sabato 11 settembre ci sarà una vera e propria lezione sulla coltivazione di marijuana.

Coltivazione di marijuana, la lezione alla Festa dell’Unità

A “salire in cattedra” nell’iniziativa prevista alle ore 19.00 sarà Luca Marola, ideatore della cannabis light, conduttore di “Non solo skunk”, giornalista e attivista antiproibizionista. «Non è la prima volta che faccio lezioni di questo tipo – spiega Marola ai nostri microfoni – Ne abbiamo fatte insieme ai Radicali nelle piazze di spaccio, perché l’autoproduzione è un modo per rompere la dipendenza dalla criminalità organizzata per l’approvvigionamento di sostanze stupefacenti».
Ai primi 50 che parteciperanno all’iniziativa verrà regalato un seme di marijuana e un vasetto per mettere in pratica la coltivazione domestica.

In Parlamento tutto era nato con una proposta di legge della Lega, volta ad aumentare le pene. L’occasione è servita al deputato Roberto Magi per presentare un testo uguale e contrario, che invece andasse a depenalizzare la coltivazione domestica.
Dopo l’ostruzionismo leghista, il testo è stato approvato ieri in Commissione e ora dovrà seguire un lungo iter parlamentare, nella speranza che non venga stravolto o affossato.
La depenalizzazione della coltivazione domestica si inserirebbe nella scia della pronuncia di due anni fa della sentenza della Cassazione, secondo cui nella coltivazione domestica non vi era rilevanza penale.

Oltre alla depenalizzazione della coltivazione domestica, però, il testo prevede un inasprimento delle pene per i reati connessi allo spaccio e al traffico internazionale di stupefacenti, cioè quelle condotte riconducibili alle mafie e alla criminalità organizzata.
«Questa è anche conseguenza della volontà di arrivare ad un testo unitario rispetto alle quattro proposte in campo – sottolinea Marola – In ogni caso la Lega e tutto il centrodestra ha votato contro, ad eccezione di un ex radicale, mentre Italia Viva si è astenuta».

ASCOLTA L’INTERVISTA A LUCA MAROLA:

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