È una violentissima campagna mediatica quella che i quotidiani della destra hanno lanciato contro l’avvocato del Foro di Modena Fausto Gianelli. Un attacco fatto di insulti e insinuazioni, formalmente per aver scelto di difendere Salim El Koudri, il 31enne protagonista dei fatti di Modena di sabato scorso.
In realtà, l’obiettivo non è criticare la scelta di difendere il giovane che si è lanciato con l’auto sulla folla, ma arrivare a contestare Gianelli per il suo impegno nazionale e internazionale a difesa dei diritti umani in Palestina e contro la criminalizzazione della solidarietà e la complicità con Israele.
Il diritto alla difesa e l’attacco della destra contro Fausto Gianelli
Da La Verità a il Giornale, passando per il tempo e altro ancora. È un attacco mirato quello che i giornali della destra stanno riservando a Gianelli. Un attacco che segna una novità in Italia, perché mai nella storia di questo Paese era stato preso di mira un avvocato che dà realizzazione al diritto alla difesa, sancito dall’articolo 24 della Costituzione ed esigibile da chiunque delinqua, anche nei casi più gravi.
L’attacco all’avvocato, dunque, si trasforma implicitamente in un attacco allo stato di diritto. È anche per questa ragione che Giuristi Democratici ha scritto un appello in solidarietà con Gianelli e a difesa del diritto alla difesa. Solidarietà all’avvocato è stata espressa anche dalla Camera Penale di Modena e da altre realtà in ambito giuridico.
Nell’esprimere solidarietà a Fausto Gianelli, la collega avvocata Marina Prosperi ha spiegato in un post sui social cosa significhi fare questo mestiere, quali siano i contesti difficili – come carceri, ospedali e obitori – in cui gli avvocati operano e quanto non sia alla portata di tutti mantenere una lucidità e controllare le emozioni.
«Fausto Gianelli questo lo sa bene perché ha trent’anni di carriera – osserva ai nostri microfoni Prosperi – ed è per questo che gli attacchi a suo carico sono ridicoli. Anche per la principale ragione che la responsabilità penale in Italia è individuale, quindi non si attacca al difensore».
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Il vero obiettivo della destra: criminalizzare la solidarietà con la Palestina
Analizzando bene i contenuti della campagna mediatica contro Gianelli si può facilmente intuire che l’obiettivo non sia stigmatizzare la difesa di El Koudri, garantita proprio dalla legge.
L’avvocato è finito nel mirino della stampa di destra per il suo impegno a difesa dei diritti umani in Palestina, del rispetto del diritto internazionale e della solidarietà.
Gianelli, infatti, è uno degli avvocati difensori che sta contribuendo a smontare la tesi della Procura di Genova nel cosiddetto “processo Hannoun”, l’inchiesta che ha portato in carcere sette persone accusate di finanziare Hamas attraverso raccolte fondi solidali con la Palestina.
Grazie al lavoro di Gianelli, Prosperi e altri avvocati, gli arrestati sono stati scarcerati e una parte consistente delle prove, fornite in modo anonimo e sospetto dall’intelligence israeliana, escluse dal processo.
Oltre a ciò, Gianelli fa parte anche del gruppo di dieci giuristi che presentò una diffida nei confronti del governo Meloni riguardo al Memorandum militare con Israele e fa parte anche del gruppo “Giuristi e Avvocati per la Palestina” che, sostenuti da accademici, sindacalisti e altre personalità, il 3 ottobre scorso hanno presentato una formale denuncia alla Corte Penale Internazionale in merito alla complicità del governo italiano con il genocidio a Gaza.
«Il processo Hannoun è importante – sottolinea Prosperi – perché servirà a mettere un punto fermo rispetto al contesto del conflitto israelo-palestinese e rispetto alle attività svolte da chi esprime solidarietà».
L’avvocata sottolinea che in questi anni la strategia israeliana è quella di «portare la guerra all’esterno a tutti quelli che, indipendentemente dalle professioni e dai ruoli che ricoprono, esprimono solidarietà alla popolazione di Gaza».
Nello specifico, Prosperi sospetta che la completezza delle informazioni che stanno alla base gli attacchi subiti da Gianelli indichi proprio un’attività militare per perseguire questa strategia.
«Forse finora abbiamo sbagliato a ritenere la repressione solo politica, è proprio militare, proprio, né più né meno, come i gommoni che attaccano la flotilla».
Solo nella giornata di oggi, in particolare, Prosperi sarà impegnata prima in un’udienza all’interno del primo processo bolognese nei confronti di attivisti solidali con la Palestina, in particolare per il presidio che svolserò sotto la sede Rai per chiedere di non oscurare quanto stava accadendo a Gaza.
Il prossimo 25 maggio, invece, si terrà un’udienza che riguarda la richiesta di sorveglianza speciale, una misura riservata a terroristi e mafiosi, nei confronti di una giovane militante dei movimenti solidali con la Palestina e in quelli a difesa del parco del Pilastro.
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