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Dopo lo shock dello sciopero selvaggio della settimana scorsa, oggi i lavoratori del traporto pubblico tornano ad incrociare le braccia (dopo 3 rinvii). Garantite alcune fasce per i pensolari. I sindacati chiedono un piano nazionale strategico dei trasporti, anche per il contrasto dell’inquinamento.

Dopo lo shock dello sciopero selvaggio della settimana scorsa, nato dalle preoccupazioni dei lavoratori Tper per il buco di bilancio dell’azienda, il settore torna a mobilitarsi.
Oggi infatti, Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero di 24 ore dei lavoratori del trasporto pubblico locale, dopo che la stessa mobilitazione era stata rinviata per tre volte.

In questa occasione saranno garantite le fasce di garanzia. Gli autobus passeranno dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30, mentre si potrà prendere il treno dalle ore 6 alle ore 9 e dalle ore 18 alle ore 21.

Le ragioni della protesta sono racchiuse nella richiesta di un contratto nazionale, scaduto da oltre cinque anni, ma riguardano anche una discussione più ampia sul destino del trasporto pubblico.
“Da tempo – si legge nel comunicato di proclamazione dello sciopero – nel Paese manca un piano nazionale strategico dei trasporti e persiste una notevole incertezza sulle risorse finanziarie previste per il settore, mentre la vertenza contrattuale non ha registrato i necessari passi in avanti”.

In questo momento di crisi il trasporto pubblico locale ha un’importanza strategica, sostengono i sindacati, anche per favorire lo sviluppo economico e porre un freno all’inquinamento, dati i continui sforamenti di pm10. I continui tagli al settore hanno prodotto un peggioramento della qualità del servizio, oltre che delle condizioni di lavoro. Un dato su tutti: la vita media di un automezzo, passata dai 9 anni nel 2005 agli 11,63 nel 2011.

In Emilia Romagna lo sciopero nazionale assume un significato ulteriore. Il buco di bilancio di Tper e l’incertezza sul futuro del settore, fanno chiedere ai sindacati “una azione coordinata di tutte le istituzioni per affrontare i problemi presenti in territorio regionale”. A partire dalla ricostruzione di una filiera industriale pubblica-privata.