Venerdì scorso in via Azzurra a Bologna una bambina di 10 anni è stata investita da un suv mentre percorreva un attraversamento ciclopedonale. La piccola ora è ricoverata in condizioni serie in terapia intensiva. Si tratta solo dell’ultimo caso di incidente stradale che coinvolge pedoni o ciclisti che attraversano sulle strisce e, per questa ragione, domani, martedì 1 giugno, proprio in via Azzurra si terrà un flash mob organizzato da Salvaiciclisti, Consulta della Bicicletta e Cinnica e intitolato “Guardami, ci sono anche io. Rispetta le strisce!“.

Incidenti sulle strade in aumento dopo il primo anno di pandemia

Se il primo lockdown, quello del 2020, aveva avuto come conseguenza benefica la riduzione degli incidenti sulle strade, nel 2021 sono già 29 le persone che hanno perso la vita a Bologna e provincia. A rivelarlo è l’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale, che ha appena pubblicato un report nel quale emerge che le vittime dei primi sei mesi del 2021 sono quasi il triplo di quelle dello stesso periodo del 2020.
Secondo il responsabile dell’Osservatorio, Mauro Sorbi, «la pandemia ha aumentato l’aggressività e la distrazione dei guidatori».

«Già la ripresa dopo il primo lockdown nel 2020 aveva visto due incidenti nel Comune di Bologna – osserva ai nostri microfoni Simona Larghetti, presidente della Consulta della Bicicletta – Una persona è morta e una è rimasta gravemente ferita mentre attraversavano sulle strisce. Nel 2020 in tutta la Città Metropolitana sono morte sei persone sugli attraversamenti pedonali».
Larghetti afferma che tutta la comunità sta vivendo ore di grande angoscia per le condizioni della bambina di 10 anni ed è preoccupata anche per il messaggio che la vicenda rischia di lasciare circa la sicurezza stradale per i bambini, mentre si stanno svolgendo progetti di mobilità attiva come il Pedibus o di Bike to School.

Le cause maggiori degli incidenti stradali rimangono la distrazione a causa del telefonino e l’eccesso di velocità. «Spesso le due cose combinate insieme – sottolinea Larghetti – Su questo ancora non si riesce a intervenire, perché il controllo della velocità attraverso l’autovelox viene ancora vissuto come una vessazione nei confronti dei cittadini».
Oltre agli autovelox, gli organizzatori del presidio di domani indicano altre soluzioni, come rallentatori e dossi, anche nella forma dei cuscini berlinesi, recentemente approvati anche dal Ministero, che consentono di non ostacolare autobus e ambulanze.

Al flash mob di domani parteciperanno anche famiglie delle scuole “Don Bosco”, non lontane da via Azzurra, che sono rimaste particolarmente colpite dall’incidente che ha coinvolto la bambina.
«Quello è un attraversamento che è stato già ripetutamente segnalato dai cittadini come pericoloso, perché mai le macchine si fermano a dare la precedenza a ciclisti e pedoni – spiega Larghetti – Purtroppo il Comune ha risposto che non erano stati rilevati incidenti in quel punto e ha ritenuto di non intervenire per la moderazione del traffico. Ora l’incidente è arrivato e speriamo nel lieto fine. Gli interventi, però, andrebbero fatti prima che accadano gli incidenti, sulla base di fattori di rischio e di monitoraggi su quanto si eccede nella velocità o di quanto non ci si ferma sulle strisce pedonali».

ASCOLTA L’INTERVISTA A SIMONA LARGHETTI:

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