Ogni anno in Italia, oltre 30 milioni di pulcini maschi vengono uccisi poco dopo la nascita, considerati “degli scarti” dall’industria delle uova, come spiega Francesca Flati di Animal Equality. Triturati vivi o gassati, questi animali subiscono un destino crudele che la legge 127/2022, approvata due anni fa, avrebbe dovuto fermare. Tuttavia, a pochi mesi dalla scadenza per l’adozione dei provvedimenti necessari, il rischio è che il divieto resti inapplicato, vanificando una norma storica per la tutela animale.
L’organizzazione internazionale Animal Equality denuncia i ritardi del governo e chiede misure concrete per garantire l’effettiva attuazione della legge. “Abbiamo ottenuto un divieto, ma senza i decreti attuativi e i fondi necessari per la transizione alle nuove tecnologie, nulla cambierà”, spiega Ombretta Alessandrini, responsabile delle Campagne di Animal Equality Italia.
Una legge bloccata dalla burocrazia
Il divieto di abbattimento dei pulcini maschi, previsto dalla normativa, dovrebbe entrare pienamente in vigore entro la fine del 2026. Tuttavia, il governo avrebbe dovuto adottare entro aprile 2024 i decreti necessari per la sua applicazione, cosa che finora non è avvenuta.
Una delle misure chiave previste dalla legge è l’ovosessaggio, una tecnologia che permette di determinare il sesso dell’embrione prima della schiusa, evitando così l’uccisione dei pulcini maschi. Essendo quest’ultimo un processo che richiede notevoli risorse, come ci spiega Francesca Flati, l’assenza di fondi e incentivi per supportare le aziende nell’adozione di questa innovazione rischia quindi di rendere impossibile la sua implementazione su larga scala.
Una richiesta di giustizia sostenuta dai cittadini
Sono oltre 110.000 le persone che hanno firmato la petizione lanciata da Animal Equality per fermare l’uccisione dei pulcini maschi, dimostrando un forte sostegno pubblico alla causa. “L’Italia ha l’opportunità di porsi all’avanguardia nella tutela degli animali negli allevamenti”, afferma Alessandrini. “Ma senza azioni concrete, la legge resterà solo una promessa tradita.”
Animal Equality chiede al governo di accelerare l’adozione dei decreti attuativi e di destinare le risorse necessarie per la transizione del settore. Senza questi interventi, milioni di animali continueranno a morire ogni anno, rendendo inefficace una normativa che avrebbe potuto segnare un cambiamento storico.
Eleonore Krisa
ASCOLTA QUI L’INTERVISTA CON FRANCESCA FLATI DI ANIMAL EQUALITY:







