La Fiom, insieme all’Idv e alla sinistra extraparlamentare, lancia la campagna sulla raccolta di firme per i due referendum sul lavoro. Chiesta l’abrogazione dell’articolo 8, che consente di derogare ai contratti nazionali, e il ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, così com’era prima della riforma Fornero.

Partirà sabato 13 ottobre la campagna referendaria per l’abrogazione delle modifiche introdotte dalla recente “riforma Fornero” all’ articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, riscritto dalla legge 92/2012, e dell’articolo 8 della legge 2011/148 del Governo Berlusconi.
La campagna referendaria  ha lo scopo di contrastare le misure attuate dal governo Monti, in perfetta continuità con l’operato del precedente governo, che nonostante la gravità della situazione economica ha deciso di abbassare drasticamente le tutele dei lavoratori.

Più nello specifico attraverso la riforma Fornero, ha affermato il professor Romagnoli, estensore del la proposta referendaria, sono stati cancellati cent’anni di storia sindacale e giuridica. Un “insulto alla ragionevolezza” che attraverso le modifiche apportate all’articolo 18 produce uno “spacchettamento” dell’istituto del licenziamento, ovvero la diversificazione del regime sanzionatorio in base alla motivazione. Una norma che creerà sì lavoro, come auspicato dal governo, “ma solo per giudici e avvocati”, ha affermato ironicamente Romagnoli.
Per quanto riguarda l’articolo 8 la valutazione non è diversa: svende la possibilità di legiferare ai privati attraverso accordi derogativi rispetto, non solo alla contrattazione collettiva, ma anche alla legislazione sul lavoro.

Entrambe le norme vanno abolite secondo il comitato promotore, che da sabato prossimo raccoglierà le firme in difesa del lavoro. Hanno già aderito alla  campagna referendaria Fiom Cgil, La Cgil che vogliamo, Lavoro Società – Cgil, Alba, Idv, Pdci, Prc, Sel, Verdi.
Unanime però la volontà di  aprire il più possibile la discussione per far nascere una nuova stagione di partecipazione attiva.

Paolo Antoniazzi

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