Si terrà con ogni probabilità giovedì prossimo il Consiglio di Quartiere che dovrebbe mettere fine all’impasse vissuta dal Quartiere San Donato-San Vitale negli ultimi mesi e che aveva prodotto una crisi nella maggioranza di centrosinistra. La soluzione, annunciata la settimana scorsa, passerà dalle dimissioni dell’attuale presidente Adriana Locascio, che lascerà il posto ad un altro consigliere del Pd, Andrea Serra.
«È la svolta dopo l’immobilismo e le difficoltà che avevamo denunciato da tempo», commenta ai nostri microfoni Marco Trotta, vicepresidente di Quartiere per Coalizione Civica.

Il “patto politico” che sblocca la situazione al Quartiere San Donato – San Vitale

Il problema, oltre che politico con la gestione di Locascio, ha assunto anche toni giudiziari per il coinvolgimento del compagno della presidente in una vicenda che riguarda l’invio di mail diffamatorie ai danni di Coalizione Civica e della cooperativa Eta Beta. Anche se si è dichiarato estraneo, l’uomo andrà a processo con l’accusa di diffamazione.
«A me non piace mischiare politica e questioni giudiziarie – tiene il punto Trotta – Credo che sia un problema della politica italiana e tante cose non si capirebbero». Ciò che importa a Coalizione Civica, quindi, è che si sia trovata una soluzione allo stallo e che sia stato siglato «un nuovo patto» nella maggioranza per portare avanti il programma.

Anzi, Trotta sottolinea che per il tempo perso «dobbiamo chiedere anche scusa ai cittadini e recuperare il rapporto di fiducia con loro».
È per questa ragione che Coalizione Civica lancia già l’idea di una grande assemblea pubblica, che si svolgerà a gennaio, «per ascoltare i bisogni del quartiere e individuare, insieme a cittadine, cittadini e associazioni, le priorità da cui ripartire». Il tempo rimasto prima della fine del mandato, del resto, è poco e «ascoltare le persone» per il vicepresidente di Quartiere è fondamentale, molto più del gioco sui nomi per le cariche del prossimo mandato che si è letto sui giornali in seguito al raggiungimento di un accordo.

Proprio nel Quartiere San Donato, in particolare, durante questo mandato si sono registrate alcune vertenze cittadine che hanno visto una contrapposizione forte tra l’Amministrazione e la cittadinanza. È il caso, ad esempio, del parco Don Bosco e delle scuole Besta.
«Non ho cambiato idea – sottolinea Trotta – io penso che i movimenti sociali ed ecologisti non vadano mai criminalizzati, specie in una città che deve raggiungere a breve l’obiettivo della neutralità climatica».

E ora che un nuovo fronte sembra aprirsi, quello del progetto urbanistico che consumerebbe suolo per realizzare il museo dei bambini e delle bambine, il vice-presidente del San Donato è ottimista: «Il progetto (che verrà presentato questo pomeriggio, ndr) è già stato cambiato proprio perché aveva un impatto sul verde – osserva Trotta – Un po’ di impatto ci sarà, come succede tutte le volte che si fa un’opera, ma questa è un’opera pubblica a beneficio di quel territorio che ha diverse criticità e io penso che ci siano buone argomentazioni da portare davanti alla cittadinanza per stabilire un patto di consenso».

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARCO TROTTA: