Con Lino si finiva spesso a parlare.
Entravi per comprare un giornale e ti ritrovavi a discutere di un libro, di un fumetto, di un programma di Radio Tre. Era il suo modo di stare al mondo, prima ancora che di fare l’edicolante. Perché la sua non era solo un’edicola, un punto-vendita di giornali. Era un luogo di incontro, di dialogo, di conversazione tra sconosciuti. Per molti anni, Lino è stato un mentore silenzioso, capace di trasmettere il valore della lettura senza proclami e senza vanità, ma con una passione tangibile e una vasta competenza.

Da questa memoria ancora vivissima nasce “A Mano Libera“, l’iniziativa che sabato 20 dicembre si svolgerà proprio nella mitica edicola-libreria di via del Pratello 68/A. Perché, nella ricorrenza della scomparsa di Lino Neri, quello spazio torna a ribadire alla città ciò che è sempre stato e che vuole continuare ad essere: un luogo attraversato dalle persone, dalle storie, dalle idee.

Un evento per ricordare l’edicolante Lino Neri a due anni dalla sua scomparsa

Dalle 11 alle 15, sette illustratori – Piero Bulzoni, Marco Ficarra, Stefano Disegni, Lucio Filippucci, Antonio Mirizzi, Andrea Niccolai e Giuseppe Palumbo – ridisegneranno dal vivo alcune copertine del libro Lino c’è. Storia di un edicolante che amava Radio Tre (Pendragon), trasformandole in pezzi unici. L’autrice del libro, Laura Branca, racconta che varie copie del libro sono state stampate con copertina bianca proprio allo scopo di essere coinvolgere degli illustratori, considerato l’amore che Lino nutriva per il fumetto e il genere “graphic-novel”.

Da segnalare inoltre che il ricavato dell’evento sarà destinato al miglioramento dello spazio espositivo di Lino’s, uno spazio non commerciale dove gli artisti possono esporre gratuitamente e il pubblico può accedere a mostre libere. Un’idea concreta di economia circolare culturale, che restituisce memoria trasformandola in possibilità. Perché Lino c’è.