Il gesto criminale di Salim El Koudri che lo scorso 16 maggio ha travolto con la propria auto otto persone a Modena ha suscitato grande clamore ed è stato anche cavalcato dalla destra per le origini straniere del 31enne, benché sia nato in Italia e abbia la cittadinanza italiana.
Matteo Salvini e soci, però, non hanno altrettanta solerzia nel condannare e stigmatizzare episodi simili che vedono protagonisti cittadini italiani, che rimarcano la loro appartenenza addirittura sventolando il tricolore.
È quanto accaduto a Vergato, sull’Appennino Bolognese, durante la manifestazione per lo sciopero generale dei sindacati di base dello scorso 29 maggio, quando un italiano ha tentato di investire con la propria auto i manifestanti forzando il blocco della polizia locale e sventolando la bandiera italiana.

Il gesto di un’automobilista italiano contro i manifestanti in sciopero a Vergato

Il fatto è uscito sulle cronache cittadine soltanto ieri. Ai nostri microfoni è Alice, esponente dell’Assemblea Permanente dell’Appennino, che ha aderito allo sciopero dello scorso 29 maggio, a raccontare l’accaduto.
«Il corteo era autorizzato dalle forze dell’ordine – sottolinea l’attivista – che stavano scortando la manifestazione per dirigere il traffico per la presenza di persone su strada. Le persone erano ben visibili perché avevano cartelli e striscioni. Il traffico era rallentato per il passaggio del corteo e a un certo punto un automobilista ha forzato il blocco dei vigili urbani e si è lanciato in velocità sulla strada sulle persone che manifestavano, agitando dal finestrino la bandiera italiana e gridando frasi sconclusionate. Il gesto non è sfociato in lesioni gravi alle persone solamente per la loro prontezza a scartare di lato».

A quel punto, anche su sollecitazione dei manifestanti, i carabinieri presenti poco più avanti hanno inseguito la vettura, che è stata fermata e circondata. L’uomo ha tentato la fuga, ma è stato arrestato, portato prima in caserma poi arrestato e sottoposto a processo per direttissima.
«Vorrei evidenziare che è stato un gesto intenzionale – sottolinea Alice – e che viviamo in un clima politico in cui, in nome della sicurezza, si sottopongono a controlli coloro che manifestano pacificamente, mentre lo stesso clima politico crea le condizioni in cui c’è chi si sente legittimato a tentare di investire dei passanti in strada davanti alle forze dell’ordine».

L’attivista allarga la riflessione proprio alla contingenza politica del momento. «Tra i commenti che stiamo vedendo anche della gente in paese a Vergato – riporta Alice – ricorre spesso il fatto che la gente è stanca, esasperata, che deve andare a lavorare. La frustrazione però è sempre più slegata dalle condizioni politiche ed economiche che la generano, come il carovita, la marginalizzazione dei territori, i salari che stagnano o l’assenza di servizi. Tutte queste cose sono molto collegate alle ragioni di quello sciopero. Ci dispiace che tante persone ancora non riescano a vedere che chi sciopera e manifesta lo fa anche per questo».

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