Il nuovo anno si apre a Bologna con un caso che solleva interrogativi sulla gestione del patrimonio pubblico e dei servizi urbani. Il parcheggio scambiatore Tanari è stato chiuso improvvisamente dal gruppo Ferrovie dello Stato, lasciando senza lavoro i due addetti alla struttura e privando la città di un servizio considerato strategico per la mobilità sostenibile.
A denunciarlo è Usb, che oltre a battersi per la riassunzione dei lavoratori licenziari, chiede che quell’area non diventi oggetto di speculazione.
Usb denuncia la chiusura del Parcheggio Tanari e teme speculazioni sull’area
Secondo quanto denunciato dall’Unione Sindacale di Base, la situazione sarebbe il risultato della decisione unilaterale di FS Sistemi Urbani di rientrare in possesso dell’area, concessa per anni al Comune di Bologna. Una scelta comunicata senza soluzioni alternative né un piano immediato di gestione, che ha prodotto tre effetti immediati: la perdita dei posti di lavoro, la chiusura del parcheggio e la trasformazione dell’area in uno spazio incustodito, esposto al degrado.
Dal confronto avviato da Usb con l’Assessorato comunale alla Mobilità emerge come l’interruzione del servizio non sia stata accompagnata da alcuna prospettiva concreta di riapertura da parte di FS. Una circostanza che preoccupa anche per la collocazione dell’area: il parcheggio Tanari è infatti adiacente alla zona del Ravone, interessata da un progetto di rigenerazione urbana promosso dall’amministrazione comunale.
Un contesto che, secondo il sindacato, rende inevitabile il sospetto di interessi diversi da quelli legati alla mobilità pubblica. Usb chiede quindi massima trasparenza sull’operazione, per evitare possibili speculazioni, e sollecita le istituzioni locali a intervenire.
La richiesta principale è rivolta a Ferrovie dello Stato: riaprire con urgenza il parcheggio e procedere alla riassunzione dei lavoratori licenziati. «Non si può accettare – sottolinea Usb – che scelte aziendali ricadano su occupazione, servizi e territorio senza confronto e responsabilità».
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