Emergenza abitativa: quando la legalità crea problemi

Parole nette quelle che Amelia Frascaroli, assessore comunale al Welfare, ha rivolto agli enti pubblici che lasciano vuoti gli stabili di proprietà, in una lunga intervista concessa al Corriere di Bologna. “Le occupazioni sono l’espressione di un bisogno reale che non possiamo risolvere dicendo che non sono legali” afferma Frascaroli.

Distingue bene tra immobili privati e immobili pubblici, Amelia Frascaroli, assessore al Welfare di Bologna, prima di lanciarsi in un’analisi franca e lucida sulle occupazioni e sull’emergenza abitativa in città. Nell’Intervista concessa al Corriere di Bologna, Frascaroli torna sul segnale drammatico costituito dalle occupazioni. Non perchè siano illegali, (“Il criterio massimo per me sono le persone e la legalità va sempre commisurata al bisogno delle persone. Le leggi sono fatte per le persone, non le persone per le leggi” afferma l’assessore), ma perchè esprimono un bisogno reale che non si risolve richiamandosi alla legalità.

Parte da qui la riflessione di Frascaroli che critica fortemente l’atteggiamento di quegli enti pubblici che possiedono immobili e li lasciano vuoti, in un contesto, quello attuale, di gravissima emergenza abitativa. Un’emergenza che tocca sempre di più fasce della popolazione sino ad ora non interessate da fenomeni acuti come quelli messi in luce dall’attuale crisi.L’idea dell’assessore è che gli edifici pubblici vuoti vengono concessi per arginare l’emergenza abitativa. In questo modo il fenomeno delle occupazioni sarà disinnescato.

Nell’intervista Amelia Frascaroli torna anche sul tema delle utenze con una posizione molto forte. “A parte che mi chiedo come si faccia a lasciare la gente senza acqua, luce o gas, comunque questo delle utenze è un fantasma che non esiste.” Va ricordato che, in virtù dell’articolo 5 del piano casa del Governo, chi occupa non ha diritto alla residenza e, di conseguenza, all’allacciamento delle utenze.