Lunedì 4 maggio, gli spazi del Circolo Berneri di Bologna ospiteranno un evento dedicato alla memoria cartacea dei movimenti sociali italiani. Sotto il titolo evocativo di “La tigre di carta”, l’esposizione propone una vasta raccolta di fanzine, giornalini e riviste autoprodotte, mettendo in scena un archivio visivo e testuale che attraversa oltre vent’anni di storia politica e culturale del nostro Paese.
Movimenti e controculture in mostra attraverso le fanzine: “La tigre di carta” al Berneri
Il progetto nasce dall’esperienza di Jacopo Frey, storico, docente e redattore del format Vanloon, che ha curato la collezione raccogliendo materiali in modo quasi inconsapevole durante il proprio percorso di militanza e partecipazione alle controculture. Quella che inizialmente appariva come una serie di frammenti personali si è trasformata, nell’arco di un venticinquennio, in una testimonianza organica capace di raccontare le trasformazioni sociali dai primi anni Duemila fino ai giorni nostri. I pezzi esposti dialogano con i manifesti e le produzioni militanti conservate nell’archivio del Berneri, dando vita a un’iniziativa di autofinanziamento a sostegno della Biblioteca Elio Xerri.
Il cuore della mostra risiede nel profondo intreccio tra gli spazi sociali occupati e lo sviluppo di linguaggi espressivi indipendenti. Come sottolineato dallo stesso Frey, realtà come il punk negli anni Ottanta o l’hip hop nel decennio successivo hanno trovato nei collettivi e nei movimenti il terreno fertile per crescere e strutturarsi. In quest’ottica, la carta non è stata solo un supporto, ma il mezzo di comunicazione e di lotta principale per generazioni che hanno scelto di autorappresentarsi al di fuori dei canali ufficiali.
L’esposizione invita anche a una riflessione sul mutamento della comunicazione nell’era digitale. Sebbene oggi la carta possa suscitare un forte effetto nostalgia, essa ha rappresentato per lungo tempo lo strumento privilegiato per raggiungere una platea vasta attraverso la distribuzione manuale e militante. La mostra diventa quindi un’occasione per osservare un processo naturale di evoluzione dei linguaggi, segnando il passaggio da una cultura basata sul contatto fisico della stampa a quella contemporanea, più volatile e immateriale.
L’appuntamento è fissato per le ore 19:00, momento in cui si terrà una discussione alla presenza di Jacopo Frey e dei rappresentanti della Biblioteca Elio Xerri. Durante l’incontro verrà presentata anche un’anticipazione del lavoro di riordino e sistemazione dell’archivio del circolo, un passaggio fondamentale per preservare la storia della cultura dal basso. Al termine del dibattito, la serata proseguirà con una cena di autofinanziamento, rendendo questa giornata un’occasione unica di confronto, dato che l’esposizione sarà accessibile esclusivamente per la data di lunedì. Per chi volesse approfondire il valore storico di questi materiali, l’invito è quello di riscoprire quelle produzioni indipendenti che hanno segnato venticinque anni di attivismo e creatività.
ASCOLTA L’INTERVISTA A JACOPO FREY:







