Prosegue la partnership tra Medici Senza Frontiere e la rivista che seleziona il meglio della stampa estera. L’organizzazione umanitaria accenderà i riflettori sulle emergenze umanitarie dimenticate e testimonierà la solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto.

“Quest’anno è ancor più importante essere presenti a Ferrara per testimoniare la solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto”. È in questo modo che Sergio Cecchini, direttore della comunicazione per Medici Senza Frontiere, motiva la presenza dell’organizzazione umanitaria al Festival di Internazionale, che torna a Ferrara dal 5 al 7 di ottobre.
In realtà la partnership tra Msf e la testata che seleziona il meglio della stampa estera non è nuova ed è fondata su una sensibilità comune verso ciò che succede in molti Paesi del Sud del Mondo.

Msf sarà dunque a Ferrara per accendere i riflettori sulle emergenze umanitarie che difficilmente trovano spazio nei media italiani e per raccontare i tanti progetti che l’organizzazione porta avanti in diversi contesti. Il tutto assumerà molteplici forme: mostre, presentazioni di libri e dibattiti.

Dalla Somalia 20 anni dopo Restore Hope alla pandemia dell’AIDS, dimenticata dalla comunità internazionale; dall’inferno delle baraccopoli contemporanee al Bahrain e al Sud Sudan: sono solo alcune delle situazioni raccontate in prima persona da chi le ha vissute sulla propria pelle. Filippo Solibello, storico conduttore di “Caterpillar” intervisterà tre operatori di Msf per scoprire i lati più intimi, umani di chi ha scelto di operare in zone di crisi. In anteprima nazionale verrà proiettato il documentario “Access to the Danger Zone”, sui rischi di lavorare in quelle zone considerate le più pericolose al mondo: Afghanistan, Somalia e Congo.

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