Più di mille persone hanno firmato una lettera aperta ai candidati sindaco della città metropolitana di Bologna denunciando il crescente taglio alberi che vengono poi sostituiti con altri di dimensioni più piccole. Sono semplici cittadini, senza particolari legami con l’associazionismo ambientalista, ma che di fronte al crescente taglio di alberi hanno deciso di agire sperando che il sindaco che verrà prenda un impegno concreto nel cercare di fermare questa pratica.

Alberi, l’appello dei cittadini contro le sostituzioni

Luca Manghi, referente della lettera aperta ai candidati a sindaco di Bologna, racconta che le preoccupazioni della cittadinanza sono aumentate a seguito del comunicato stampa del Comune di Bologna nel quale si afferma che sono stati richieste risorse del Recovery Fund per la sostituzione delle alberature di Bologna. Fondi che devono essere spesi entro il 2026, quindi «se si sostituiscono tante alberature, dipende da quanti fondi arrivano, in soli cinque anni ci ritroveremo con gran parte della città pelata perché i nuovi alberi che vengono di solito piantati oltre a essere piccoli perché sono giovani, rimangono piccoli perché sono specie di dimensioni più ridotte rispetto a quelle precedenti».

La sostituzione di grandi alberi con altri più piccoli, secondo i firmatari, contribuirebbe ad aumentare il gap, che attualmente è di 6 gradi, tra la città di Bologna e la pianura circostante. Non solo, i maestosi alberi presenti nella nostra città, oltre a fare ombra sulle strade, «hanno un potere ecosistemico importante: sequestrano l’anidride carbonica, riducono le polveri sottili e impediscono che il sole arrivi alle lamiere della automobili», continua Manghi.

A firmatari della lettera aperta non convince la giustificazione del Comune che afferma di tagliare gli alberi in quanto malati, ma prevede a priori un ricambio del 2% delle alberature ogni anno. Il ragionamento di Manghi, quindi, è: «se tagliamo il 2% degli alberi e questo è deciso prima, evidentemente non si decide di sostituire soltanto gli alberi malati, ma si decide di fare un rinnovo continuo delle alberature in modo tale che l’età media degli alberi sia di circa 50 anni» e questo, secondo i firmatari, non sarebbe assolutamente necessario.

Manuela Bassi

ASCOLTA L’INTERVISTA A LUCA MANGHI:

Articolo precedenteCoprifuoco non fa rima con sicurezza e mutuo aiuto, la passeggiata femminista
Articolo successivoRetro Vie: una passeggiata con le donne della Grande Guerra