Dal 3 febbraio al 3 giugno Palazzo Boncompagni di Bologna ospita “Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte”, una mostra a cura di Silvia Evangelisti che ripercorre oltre sessant’anni di ricerca di uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea internazionale. Più che una retrospettiva, il progetto si configura come un dispositivo attivo che mette in relazione opere storiche, documenti, pratiche partecipative e dibattito pubblico, riaffermando il ruolo dell’arte come forza trasformativa della società.

La mostra “Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte” a Palazzo Boncompagni

Il percorso espositivo attraversa l’intera parabola di Pistoletto, concentrandosi sul nodo centrale che da sempre caratterizza il suo lavoro: il rapporto tra arte, società e politica. «Da oltre sessant’anni Pistoletto mette in atto esperienze pratiche e filosofiche che, attraverso l’arte, collegano il singolo alla collettività», spiega la curatrice Silvia Evangelisti. «Un processo che ha rivoluzionato il concetto stesso di fare arte, portando l’intervento artistico nel campo d’azione della politica e restituendo all’arte un ruolo primario nella società contemporanea».

La mostra si inserisce nel dialogo avviato nel 2021 tra l’artista e Palazzo Boncompagni con “Gregorio XIII e Michelangelo Pistoletto. Dal Rinascimento alla rinascita”, esposizione che segnò l’apertura del palazzo alla città e a un programma strutturato dedicato all’arte contemporanea. «Con questa nuova mostra Palazzo Boncompagni non ospita solo una selezione di opere, ma un progetto vivo, capace di attivare relazioni tra arte, pubblico e temi del presente», sottolinea Paola Pizzighini Benelli, presidente della Fondazione Palazzo Boncompagni. «È un ritorno fortemente voluto, che mette al centro un’opera iconica come “La Venere degli stracci” e temi cruciali come la moda e il suo sviluppo sostenibile».

Cuore simbolico e operativo del progetto è il ritorno a Bologna, dopo vent’anni, del “Tavolo Love Difference”, collocato nella Sala delle Udienze Papali. L’opera, realizzata nel 2002, è il simbolo del movimento Love Difference – Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea, fondato da Pistoletto e presentato alla Biennale di Venezia del 2003, in occasione del Leone d’Oro alla Carriera. Il grande tavolo specchiante a forma di bacino del Mediterraneo, circondato da sedie provenienti dai Paesi che vi si affacciano, diventa qui un luogo fisico e concettuale di confronto, riflettendo tanto l’affresco del soffitto quanto i volti di chi vi prende parte.

Attorno al Tavolo si sviluppa un articolato Public Program, curato da Chiara Belliti, intitolato “Conversazioni intorno al tavolo Love Difference”. Tre incontri pubblici affrontano lo “Statodellarte” di ambiti chiave del contemporaneo: arte, spiritualità e religione; etica, politica e intelligenza artificiale; moda sostenibile come responsabilità culturale e sociale. Un programma che rafforza la vocazione dialogica della mostra e ne estende l’impatto oltre lo spazio espositivo.

Il percorso include opere e documenti che segnano momenti cruciali della ricerca di Pistoletto: dall’esperienza di Lo Zoo (1968–70), fondamentale per l’Arte Povera, a “Il presente. Autoritratto in camicia”, anticipatore dei celebri quadri specchianti. Accanto a questi, il “Manifesto dell’apertura dello studio alla collaborazione creativa” del 1976 testimonia il passaggio dall’atelier come spazio privato a luogo di produzione collettiva. Lungo la Loggia trovano spazio Quadro da pranzo del ciclo degli “Oggetti in meno” e opere dedicate alle diverse tradizioni religiose, mentre “Il Mappamondo” introduce la dimensione globale della ricerca dell’artista.

Nelle sale della Boncompagnina, materiali d’archivio, video e un plastico raccontano la nascita di Cittadellarte nel 1994, laboratorio permanente fondato da Pistoletto per mettere in relazione arte, economia, politica, educazione e ambiente. Qui prende forma anche il progetto dello Statodellarte, un sistema operativo basato sulla “Demopraxia” che coinvolge società, religioni, imprese e sport.

Il percorso culmina attorno al simbolo del Terzo Paradiso, formula composta da tre cerchi che rappresenta la relazione tra natura e artificio e il possibile equilibrio generato dalla loro interazione. «Lo Statodellarte è un’opera collettiva in evoluzione perenne e una nuova forma di organizzazione civico-politica», afferma Paolo Naldini, direttore di Fondazione Pistoletto Cittadellarte. «Un modello aperto che mette l’arte al servizio della responsabilità condivisa, della sostenibilità e della convivenza pacifica».

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