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Tante matrioske, simbolo di Non una di meno, in tanti luoghi della città. La “invasione” è un’azione comunicativa delle donne in vista dello sciopero globale delle donne dell’8 marzo. GUARDA LE FOTO. Intanto il Consiglio comunale ha ritenuto “non ammissibile” alla discussione un odg sullo sciopero.

Il Consiglio comunale di Bologna ha ritenuto “non ammissibile” alla discussione un odg incentrato sul movimento Non una di meno e sullo sciopero dell’8 marzo, presentato dalla consigliera comunale di Coalizione Civica Emily Clancy.

Intanto, stamattina Bologna si è risvegliata invasa da matrioske giganti e baloon contenenti le rivendicazioni delle attiviste di Non Una di Meno per lo Sciopero globale delle donne del prossimo 8 marzo. Dagli ospedali ai consultori, dalle agenzie interinali alle sedi universitarie, dagli asili nido ai luoghi pubblici come parchi e mercati, i simboli del movimento Non Una Di Meno sono stati affissi in luoghi significativi della città per ricordare che la battaglia femminista contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere mira a una trasformazione radicale e strutturale della società. Tanti messaggi per divulgare le rivendicazioni del movimento: centralità dei centri antiviolenza femministi nella lotta contro la violenza di genere, applicazione della convenzione di Istanbul, aborto libero, sicuro e gratuito e cancellazione dell’obiezione di coscienza dalla legge 194, ripensamento ed ampliamento del welfare, educazione alle differenze nelle scuole di tutti gli ordini e gradi, permesso di soggiorno e diritti per le e i migranti e cittadinanza immediata per tutte le persone nate in Italia. E tante altre istanze che animano il Piano femminista antiviolenza, che migliaia di donne da ogni parte d’Italia stanno scrivendo insieme, in un percorso collettivo che si allarga sempre di più.

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