Unicoop e Carrefour annunciano più di 1100 licenziamenti, la coop che gestisce l’appalto per la logistica di Mondo Convenienza sospende i lavoratori che scioperano. Ancora una volta logistica e Grande Distribuzione Organizzata rappresentano i settori dove i diritti dei lavoratori vengono più compressi. Per l’economista Marta Fana c’è una questione sociale aperta, dove il dissenso non viene tollerato. Un cambiamento culturale e antropologico che coinvolge anche i consumatori.

La Bird Logistic, cooperativa che gestisce l’appalto della logistica di Mondo Convenzienza nel magazzino di Calderara di Reno, ha sospeso 30 dei cento dipendenti che lavorano nello stabilimento. Questi avevano dato vita ad uno sciopero, martedì scorso, per protestare contro le condizioni di sfruttamento cui sono sottoposti. La misura suona come un’autentica ritorsione, ma la cooperativa giustifica il provvedimento con la violenza che alcuni lavoratori avebbero agito al momento dello sciopero, con i blocchi davanti al magazzino.

Tre giorni fa, invece, due colossi della Grande Distribuzione Organizzata, Carrefour e Unicoop, hanno annunciato un totale di 1100 licenziamenti su tutto il territorio nazionale.
In particolare sono 600 i licenziamenti previsti dal gruppo Unicoop Tirreno, mentre sono 500 i dipendenti che si appresta a mettere alla porta la catena Carrefour.

Ancora una volta, quindi, i settori della logistica e della Gdo si dimostrano quelli dove la compressione dei diritti dei lavoratori è più forte. Una tendenza aiutata da leggi come il Jobs Act – che ha tolto l’articolo 18 e, di fatto, dato il via libera al licenziamento facile – e dalla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, voluta e approvata all’epoca del governo Monti.

Per l’economista Marta Fana, intervenuta come ogni giovedì sulle nostre frequenze, queste notizie ci dicono che nel nostro Paese è aperta una questione sociale, dove il dissenso non è tollerato ed è represso. I mutamenti che il mondo del lavoro sta subendo negli ultimi anni sono anche di tipo culturale e antropologico e riguardano il modello di sviluppo e di consumo.
Un ruolo centrale, in queste dinamiche, lo hanno anche i consumatori, ai quali viene venduto un presunto aumento dei servizi o l’abbassamento dei prezzi delle merci, ottenuti a scapito dei lavoratori.

Ascolta le parole di Marta Fana: