Ai microfoni di Fujiko Factory siamo stati in compagnia di Bebo dello Stato Sociale che ci ha raccontato del folle e geniale progetto a cui la band sta lavorando.

Lo Stato Sociale, collettivo bolognese composto da Albi, Bebo, Carota, Checco e Lodo, non ha bisogno di presentazioni, con un curriculum ricco di successi ed impreziosito dall’esperienza a Sanremo nel 2018. Adesso il gruppo bolognese torna con una nuova e incredibile sfida: 5 dischi per 5 artisti, uno per ogni componente della band. Un progetto che sfida le logiche del mercato discografico e che nasce per spiegare la  straordinaria attitudine che fa del collettivo bolognese una realtà unica nel suo  genere, capace di dare spazio alle singole personalità e alle idee artistiche individuali: «solo noi potevamo farlo e lo abbiamo fatto, era quasi obbligatorio».

Lo Stato Sociale: “La senti questa forza?”

Il primo a lanciarsi in questa inedita avventura è Bebo, che ha svelato le sue 5 tracce il 29 gennaio via Garrincha Dischi/Island Record. Un disco scritto con le mani in tasca, metaforicamente e no: «Come uno che passeggia. Mettendo tutto in discussione». Bebo si conferma un paroliere assai prolifico, abile quanto tagliente nel fotografare la nostra società e tutte le contraddizioni che la animano.  «In principio era il verbo”, diceva uno più famoso di me, a cui preferisco accompagnare almeno un complemento e, se  possibile, un soggetto. E da lì sono partito, perché è l’unica cosa che mi sento di saper fare con cognizione di causa,  affrontando le immeritate solitudini di chi scrive.» Le scelte artistiche di Bebo sono audaci, sia per le sonorità scelte – che ricalcano la  sua attitudine nel campionare e manipolare suoni algidi attraverso le più disparate chincaglierie elettroniche – sia per le tematiche che affronta a colpi di spoken word. Le parole, che scandiscono il ritmo di ogni traccia, sono le vere protagoniste di questo album. I fan più affezionati alle melodie e ai testi pop de Lo Stato Sociale dovranno abituarsi ad un nuovo tipo di ascolto.

Per questo freschissimo progetto, Bebo si affida a collaboratori rodati, a partire dalla cabina di regia affidata a  Matteo Romagnoli (storico produttore de Lo Stato Sociale) e Stefano Maggiore (Immanuel Casto, Romina Falconi, etc.),  passando per il “mentore” Francesco Brini alla batteria in “Prima che tu dica pronto”. Particolare cura è stata riposta anche nella scelta degli ospiti che sottolineano il carattere onnivoro di questo lavoro. È così che le chitarre college rock de I  Botanici allargano l’orizzonte di “Fantastico!”, mentre il maestro Remo Anzovino dipinge la colonna sonora di “Sono libero”  come se musica e voce diventassero le scene conclusive di un film capace di elidere il confine tra lacrime e sorrisi. 

ASCOLTA L’INTERVISTA A BEBO:


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