Dai cieli oscuri ed enigmatici del ‘78 italiano si scorge una luce, anzi tantissime luci. Non sono luci rivelatorie, ma infittiscono ancora di più i misteri di quegli anni: sono infatti quelle dei dischi volanti della “Grande ondata” che scoppia nell’Italia del 1978 e che collegano in qualche modo le storie e gli eventi raccontati nel libro di Wu Ming edito da Einaudi, Ufo 78. 

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Il tramonto degli anni Settanta, la musica e la politica, la repressione e la lotta armata, le controculture e le droghe, il femminismo e le lotte per l’aborto, il punk e le avvisaglie del riflusso, il rapimento e la morte di Moro; tutto questo succede sotto un cielo pieno di stelle e di astronavi. Il libro del collettivo Wu Ming cerca di «rendere più interessanti» i misteri del 78, senza la pretesa di spiegarli. Tra i tanti avvenimenti politici e sociali di quel decennio «emergono cose strambe», e una di queste è stata forse messa in secondo piano e dimenticata: quella che gli esperti di ufologia chiamano la “grande ondata”, l’apice degli avvistamenti ufologici in Italia che si va ad inserire proprio nel decennio «più fertile, controverso e conflittuale del secondo dopoguerra» dice Wu Ming 4 ai nostri microfoni. 

Più di 2000 avvistamenti e poi il boom di convegni, libri, programmi tv e rivista che alimentavano la psicosi sociale dell’epoca. Avvistamenti che non sono solo frutto della fantasia popolare, né invenzioni di teorie complottiste, né oggetto di spiegazioni pseudoscientifiche. O forse si. In ogni caso, non è una risposta univoca quella che il collettivo di autori mette in piedi con il suo romanzo: «la sfida per noi è stata quella di provare a raccontare un periodo storico e un anno di svolta trovando un punto di ingresso obliquo e strano», un romanzo che Wu Ming 4 definisce «un ufo a sua volta».  Un corollario di suggestioni, paure e teorie che il romanzo non semplifica ma riporta fedelmente, individuando i due estremi delle ipotesi sociali sul fenomeno. Per dirla con le parole di Wu Ming 4: «i nostri personaggi abbozzano e avanzano delle teorie a proposito, ma noi non ne sposiamo nessuna in particolare».  C’è chi pensa che gli avvistamenti fossero un modo per «distogliere lo sguardo dai problemi e dai conflitti della terra, così liquidando drasticamente questi fenomeni»; o, all’opposto «c’è chi considera il fatto che l’umanità da sempre guarda il cielo, ci cerca delle cose […] e ci proietta ansie, paure e speranze» e quindi piuttosto che interrogarsi sull’entità degli ufo si chiede cosa essi rappresentino per noi. 

Ufo 78 è disponibile in tutte le librerie, e Wu Ming 4 (come noi) invita come sempre a sostenere quelle indipendenti

ASCOLTA L’INTERVISTA A WU MING 4: 

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