Non si placano le polemiche politiche sulla manifestazione di estrema destra per la “remigrazione” prevista per sabato 9 maggio a Bologna. Se in settimana una ventina di realtà, tra cui Arci, Anpi e Cgil, avevano chiesto di impedire l’evento, le autorità hanno deciso di trasferirlo da piazza Galvani, dove era inizialmente previsto, alla periferica piazza della Pace.
Un tentativo di limitare le tensioni con i cittadini antifascisti che, però, va a creare non pochi problemi al Quartiere Porto Saragozza, dal momento che lo stesso giorno è prevista la discesa dell’icona della Madonna di San Luca.
La concomitanza della manifestazione sulla remigrazione e la discesa della Madonna di San Luca
A far esplodere la polemica è la sovrapposizione temporale e logistica con uno degli eventi religiosi più noti a Bologna: la discesa della Madonna di San Luca. Mentre alle ore 18:00 l’effige della Beata Vergine varcherà Porta Saragozza per essere accolta dall’arcivescovo Matteo Zuppi e da migliaia di fedeli, a pochi metri di distanza, a partire dalle 16:00, i manifestanti si raduneranno nella zona dello stadio.
«Spostare questo presidio in piazza della Pace lo stesso giorno della discesa della Madonna lo ritengo addirittura folle», ha affermato Lorenzo Cipriani, presidente del Quartiere Porto-Saragozza, in un post su Facebook. Secondo Cipriani, la decisione della Questura ignorerebbe i rischi per l’ordine pubblico, costringendo residenti e anziani fedeli a un “sabato di passione” in una zona che rischia di apparire “militarizzata”.
Anche per Cipriani la manifestazione dell’estrema destra è “anticostituzionale” e “provocatoria” per una città Medaglia d’oro per la Resistenza. Per questo il presidente del Porto-Saragozza chiama in causa direttamente il ministro dell’Interno: «Ministro Piantedosi, ma che le ha fatto Bologna, da volerle così male?».
La decisione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, però, scontenta anche la destra. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha criticato il cambio di location forzato, definendolo un «premio ai prepotenti» che si sono opposti all’iniziativa originale in centro.
Il timore espresso dal Quartiere è che la presenza dei manifestanti attiri una forte contro-manifestazione, trasformando l’area in un campo di battaglia urbano. Il riferimento corre agli scontri del novembre 2025, quando fu autorizzata la partita di basket al PalaDozza tra la Virtus Bologna e la squadra israeliana Maccabi Telaviv.
La richiesta del Quartiere è di spostare il presidio in un altro luogo o vietarlo del tutto per preservare la sacralità della processione e la sicurezza dei cittadini. Resta ora da capire se la Prefettura e la Questura valuteranno un ulteriore cambio di programma nelle prossime ore per evitare il corto circuito tra fede e protesta identitaria.







