A tutti noi è capitati almeno una volta di essere sottoposti ad esami del sangue.
Tutte quei numeri e cifre strane dal significato occulto che dicono qualcosa sul nostro corpo ma è difficile capire bene cosa. A seconda delle persone questo può dare un velo di mistero alla questione e renderli interessanti oppure un velo di ansia per avere la nostra salute esposta così, nero su bianco, senza la possibilità di poterla comprendere.
In questa serie di tre articoli proveremo ad affrontare i principali esami del sangue che vengono effettuati nei laboratori di tutto il mondo, cercando di capire perché vengono richiesti e cosa possono dirci sulla salute del nostro corpo.
La volta scorsa abbiamo visto gli esami della funzionalità epatica e renale e oggi andremo a vedere l’emocromo, cioè tutte le caratteristiche delle cellule che circolano nel nostro sangue, globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
L’emocromo, una foto delle cellule del nostro sangue
L’emocromo è uno degli esami ematici più richiesti in assoluto e va a valutare le cellule del sangue. Nell’emocromo le cellule del sangue vengono contate e ne vengono descritte le caratteristiche principali, fornendoci informazioni essenziali sul funzionamento del midollo osseo rosso (che produce le cellule del sangue) e del nostro organismo in generale:
I globuli rossi
I globuli rossi sono le cellule responsabili del trasporto dell’ossigeno ai tessuti.
Sono presenti a milioni in ogni millimetro cubo di sangue e sono talmente numerosi da costituire da soli circa la metà della massa del sangue. Vista la loro importanza nel nostro organismo nell’emocromo i globuli rossi vengono analizzati con estrema cura e si va ad indagarne:
– Conteggio dei globuli rossi (RBC): conta il numero di queste cellule nel sangue. Valori bassi possono indicare anemia, mentre valori elevati possono essere associati a condizioni come la policitemia.
– L’ematocrito (HCT): rappresenta la percentuale del volume sanguigno occupato dai globuli rossi. Questo parametro è strettamente correlato al conteggio dei globuli rossi e ai livelli di emoglobina.
– La quantità totale di emoglobina (Hb): l’emoglobina è la proteina contenuta nei globuli rossi che lega l’ossigeno. Il valore dell’emoglobina è fondamentale per valutare la capacità del sangue di trasportare ossigeno.
L’anemia è definita proprio come una mancanza di Hb nel sangue.
– Il volume corpuscolare medio (MCV): indica la dimensione media dei globuli rossi. L’MCV è importante per comprendere meglio la patologia di cui stanno soffrendo i globuli rossi. Se i globuli rossi sono piccoli (microcitemici) può esser ad esempio per una carenza di ferro, se invece sono troppo grandi (macrocitemici) può essere dovuto a deficit vitaminici. Delle condizioni genetiche (come la talassemie) possono anch’esse causare microcitemia.
– La concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC): rappresenta la quantità di emoglobina contenuta in un determinato volume di globuli rossi. Una riduzione dell’MCHC è indicativa di ipocromia, spesso osservata nelle anemie da carenza di ferro.
Globuli bianchi (leucociti)
I globuli bianchi una delle componenti principali del nostro sistema immunitario e ne esistono di tantissimi tipi diversi, ognuno con un compito specializzato nella difesa dalle infezioni.
Il conteggio totale dei globuli bianchi (WBC) fornisce informazioni sul numero complessivo di leucociti nel sangue. Un aumento dei globuli bianchi (“leucocitosi”) può essere indicativo di infezioni, infiammazioni, stress o neoplasie, mentre una riduzione (“leucopenia”) può essere causata da infezioni virali, farmaci o malattie del midollo osseo.
Oltre al numero di globuli bianchi, proprio perché i globuli bianchi sono altamente specializzati, è fondamentale conoscere quanti globuli bianchi di ogni popolazione specifica stanno circolando nel circolo sanguigno, la formula leucocitaria.
La formula leucocitaria analizza le diverse tipologie di globuli bianchi e distingue tra:
– Neutrofili: sono i leucociti più numerosi e giocano un ruolo chiave nella risposta alle infezioni batteriche. La neutrofilia (aumento dei neutrofili) è tipica delle infezioni batteriche, mentre la neutropenia (riduzione dei neutrofili) può essere causata da infezioni virali o da un deficit del midollo osseo.
– Linfociti: sono essenziali per la risposta immunitaria specifica. Un aumento dei linfociti (“linfocitosi”) è comune nelle infezioni virali, mentre una riduzione (“linfopenia”) può essere associata a infezioni gravi o immunodeficienze.
– Monociti: svolgono un ruolo nella fagocitosi e nella risposta immunitaria. La monocitosi (aumento dei monociti) può essere osservata in infezioni croniche o malattie autoimmuni.
– Eosinofili: sono coinvolti nella risposta allergica e nella difesa contro i parassiti. Un aumento degli eosinofili (“eosinofilia”) può indicare allergie, infezioni parassitarie o malattie autoimmuni.
– Basofili: sono i leucociti meno numerosi e partecipano alla risposta allergica. La basofilia (aumento dei basofili) è rara, può essere indice di allergie.
Piastrine (trombociti)
Le piastrine sono fondamentali per la coagulazione del sangue e sono anche loro prodotte dal midollo osseo.
Il conteggio delle piastrine (PLT) fornisce informazioni sulla quantità di trombociti presenti nel sangue. La trombocitosi (aumento delle piastrine) può essere dovuta a condizioni infiammatorie, infezioni o disturbi mieloproliferativi, mentre la trombocitopenia (riduzione delle piastrine) può essere causata da malattie autoimmuni, infezioni virali, deficit del midollo osseo o farmaci.
Il volume piastrinico medio (MPV) rappresenta la dimensione media delle piastrine. Un MPV alto può indicare una produzione piastrinica aumentata o la presenza di piastrine giovani nel sangue, mentre un MPV basso può suggerire un difetto di produzione o piastrine più vecchie.
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