Bologna si appresta a diventare il baricentro europeo del dibattito sulle politiche abitative e sulla rigenerazione sociale dei territori. Dal 28 al 31 maggio, infatti, la città ospiterà l’incontro internazionale della European Action Coalition for the Right to Housing and the City. L’appuntamento, promosso dall’assemblea locale di PLAT – Piattaforma di Intervento Sociale, vedrà la partecipazione di circa quaranta delegazioni provenienti da ogni angolo del continente. Per quattro giorni, attivisti, ricercatori, inquilini e collettivi si confronteranno per analizzare l’attuale emergenza abitativa e per strutturare percorsi condivisi di mobilitazione e resistenza contro dinamiche finanziarie globali che appaiono sempre più pervasive e strutturali.

I movimenti europei per la casa si danno appuntamento a Bologna: il meeting

La designazione di Bologna come sede per il meeting non è casuale. Negli ultimi anni la città è stata attraversata da tensioni profonde che hanno mostrato le contraddizioni dell’attuale modello di sviluppo urbano.
Tra i fatti più significativi si registrano gli sgomberi forzati di via Michelino, operazioni legate alla riconversione di stabili residenziali in strutture ricettive per il turismo di massa, seguiti da ampie mobilitazioni popolari e dall’occupazione delle palazzine di via Don Minzoni. Quest’ultimo episodio è diventato in breve tempo il simbolo della contestazione contro la gestione e l’abbandono del patrimonio pubblico.

Le vicende bolognesi hanno una matrice comune con fenomeni che colpiscono ormai l’intera Europa, dall’impennata insostenibile dei canoni d’affitto alla deregolamentazione selvaggia del mercato immobiliare.
L’incontro internazionale vuole colmare una storica frammentazione tra le diverse sigle del panorama italiano ed europeo. La necessità è quella di tessere una trama comune, scambiando strumenti teorici e pratiche di resistenza che in Italia faticano ancora a trovare una diffusione capillare.

Il programma delle quattro giornate si svilupperà attorno a nodi cruciali. Al centro dei tavoli di discussione ci sarà l’”Affordable Housing Plan” recentemente approvato dall’Unione Europea, un piano che sta ridisegnando le politiche pubbliche dei paesi membri, spesso tra molte ombre e poche luci. Si discuterà inoltre delle prospettive concrete per uno sciopero generale per l’abitare, mutuando le esperienze internazionali di sciopero degli affitti e le storiche resistenze contro il caro energia che hanno mobilitato migliaia di cittadini all’estero.
Un focus specifico sarà dedicato alle metodologie di contrasto all’azione dei grandi fondi d’investimento speculativi, all’introduzione di tetti sociali per i canoni e al monitoraggio degli effetti distorsivi della turistificazione e dell’avioturismo sulle economie locali.

Il culmine delle giornate sarà concentrato nei momenti di dibattito aperto previsti per sabato 30 e domenica 31 maggio. Queste date vedranno un’assemblea nazionale in cui le realtà di movimento della penisola si interfacceranno direttamente con la coalizione europea.
L’intento condiviso è l’elaborazione di un manifesto programmatico per i mesi a venire, un periodo che gli organizzatori già descrivono come denso di conflitti sociali, ma anche ricco di potenzialità per mobilitazioni su vasta scala.

La European Action Coalition for the Right to Housing and the City è il frutto di un lungo processo di convergenza internazionale. Nata dall’esigenza di unire gruppi che per anni hanno operato isolati nei rispettivi confini nazionali, la coalizione unisce oggi una galassia eterogenea composta da sindacati degli inquilini, abitanti delle periferie autocostruite, residenti di occupazioni sociali e soggetti colpiti da indebitamento bancario o sfratti esecutivi.
Il network contesta apertamente la progressiva virata delle istituzioni europee verso un modello economico neoliberista, accusato di aver ridotto lo stato sociale e smantellato il sistema del welfare pubblico in favore dell’autoregolazione dei mercati finanziari.

Questo scenario di impoverimento diffuso, accelerato drasticamente dopo la crisi globale del 2008, trova oggi nuove cause di inasprimento nella complessa congiuntura internazionale caratterizzata da venti di guerra, corse al riarmo e speculazioni sui beni energetici primari. Le conseguenze ricadono direttamente sulla cittadinanza sotto forma di tagli drastici agli investimenti nell’edilizia residenziale pubblica, aumento dei nuclei familiari rimasti senza tetto e una crescita esponenziale dei prezzi di acquisto e locazione delle case.

Nel corso degli anni la Coalizione ha già promosso campagne transnazionali, come le azioni decentrate contro i cosiddetti fondi avvoltoio, multinazionali della finanza immobiliare capaci di rastrellare interi quartieri modificando il tessuto sociale delle città.
Tra gli obiettivi storici dei movimenti vi è la mobilitazione contro il MIPIM di Cannes, la fiera immobiliare più grande del mondo. In questo grande mercato globale, terreni pubblici e complessi abitativi vengono scambiati all’interno di trattative commerciali private e prive di qualsiasi controllo democratico da parte delle comunità locali.
La recente partecipazione a questa fiera da parte dell’Amministrazione comunale di Bologna e della Fondazione Bologna Welcome ha suscitato non poche polemiche, accentuando il divario tra la governance locale e le richieste dei movimenti sociali. L’imminente vertice di fine maggio si propone quindi come un’alternativa politica e sociale concreta, uno spazio solidale per riaffermare l’abitare come diritto inalienabile e non come merce.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARIA ELENA SCAVARIELLO DI PLAT: