A tutti noi è capitati almeno una volta di essere sottoposti ad esami del sangue.
Tutte quei numeri e cifre strane dal significato occulto che dicono qualcosa sul nostro corpo ma è difficile capire bene cosa. A seconda delle persone questo può dare un velo di mistero alla questione e renderli interessanti oppure un velo di ansia per avere la nostra salute esposta così, nero su bianco, senza la possibilità di poterla comprendere.
In questa serie di tre articoli proveremo ad affrontare i principali esami del sangue che vengono effettuati nei laboratori di tutto il mondo, cercando di capire perché vengono richiesti e cosa possono dirci sulla salute del nostro corpo.

Oggi andremo a vedere gli esami della funzionalità epatica e renale

Il fegato e i reni, organi molto vascolarizzati

Il fegato e i reni sono due organi molto vascolarizzati: si stima che, facendo una istantanea di dove si trova il sangue nel nostro corpo in un dato momento, il 13% del sangue totale sai contenuto nel fegato, i reni d’altro canto ricevono il 20% del flusso sanguigno totale, più di un litro di sangue al minuto.
Il motivo è semplice, la funzione di questi due organi è strettamente collegata al sangue. Il fegato produce gran parte delle componenti che circolano nel sangue e modifica la composizione del sangue in base ai bisogni del corpo, i reni invece filtrano il sangue espellendo gli scarti attraverso l’urina. Proprio per questi motivi alterazioni del fegato o dei reni si riflettono in grandi alterazioni sulla composizione del sangue: gli esami ematici sono quindi un ottimo strumento per studiare la salute di questi importanti organi.

Esami della funzionalità epatica

Gli esami di funzionalità epatica si concentrano su diversi parametri che permettono di valutare l’integrità e l’efficienza del fegato. Tra i principali esami ci sono:

 – Transaminasi (ALT o GPT e AST o GOT)
Le transaminasi, o aminotransferasi, sono enzimi che si trovano all’interno delle cellule epatiche. L’Alanina Aminotransferasi (ALT) e l’Aspartato Aminotransferasi (AST) sono tra gli esami più comuni per valutare la salute del fegato. Un aumento dei valori di ALT e AST è un indice che le cellule del fegato (gli epatociti) hanno subito un danno, si sono rotte e hanno rilasciando gli enzimi che normalmente si trovavano al loro interno. Tanto più grave è il danno tante più transaminasi vengono rilasciate in circolo.
L’ALT è più specifica per il fegato, mentre AST è presente anche in altri tessuti come cuore e muscoli.

– Fosfatasi alcalina (ALP)
La fosfatasi alcalina è un enzima presente nel fegato, nelle ossa e nei dotti biliari. Un aumento dei livelli di ALP può essere correlato a condizioni che coinvolgono i dotti biliari, come il ristagno di bile (ad esempio per la presenza di calcoli delle vie biliari), o a malattie ossee.

 – Bilirubina (Diretta e Indiretta)
La bilirubina è un pigmento giallo derivato dalla degradazione dell’emoglobina. Viene metabolizzata dal fegato e successivamente eliminata attraverso le feci. Esistono due tipi di bilirubina che vengono misurati: bilirubina diretta e indiretta. Un aumento della bilirubina nel sangue può causare ittero e indica possibili problemi epatici (per una ridotta capacità di eliminazione) o distruzione accelerata dei globuli rossi (per aumentata produzione).

 – Albumina
L’albumina è la proteina prodotta in maggior quantità dal fegato e svolge un ruolo importante nel trasporto di varie sostanze nel sangue. Un livello ridotto di albumina può indicare insufficienza epatica cronica, malnutrizione o perdita renale della albumina per un danno ai reni.

 – Gamma-glutamil transferasi (GGT)
La GGT è un enzima presente nel fegato e nei dotti biliari. Un aumento della GGT può essere un segno di danno epatico anche se aumenta in modo molto specifico in caso di abuso di alcol, rimanendo alta per lunghi periodi se l’abuso è cronico. Viene quindi usata per rilevare danni epatici ma anche in caso di sospetto abuso alcolico.

 – PT e aPTT
Sono esami che misurano la velocità di coagulazione del sangue, cosa centrano con il fegato?
Le proteine che inducono la coagulazione del sangue sono prodotte dal fegato, quindi una grave insufficienza epatica può ridurre la produzione di proteine della coagulazione, con alterazioni della capacità delle ferite di rimarginarsi.

Esami della funzionalità renale

Gli esami per la valutazione della funzionalità renale si focalizzano su parametri che riflettono l’efficienza dei reni nel filtrare gli scarti e mantenere l’equilibrio idrico e salino. I principali esami includono:

 – Creatinina
La creatinina è un prodotto di scarto derivato dal metabolismo della creatina nei muscoli. I reni sono responsabili della sua eliminazione attraverso le urine. Un aumento dei livelli di creatinina nel sangue può indicare una riduzione della funzionalità renale.
In base alla quantità di creatinina nel sangue viene calcolato in modo automatico il tasso di filtrazione glomerulare (GFR). Il tasso di filtrazione glomerulare è un indicatore chiave della funzione renale. Questo parametro stima la quantità di sangue filtrata dai glomeruli renali in un minuto. Una riduzione del GFR è segno di insufficienza renale (incapacità dei reni di compiere la loro funzione di filtrazione del sangue) e viene utilizzato per classificare le diverse fasi della malattia renale cronica.

 – Azotemia
L’azotemia misura la concentrazione di azoto non proteico nel sangue, principalmente sotto forma di urea. Livelli elevati di azotemia possono indicare una ridotta funzionalità renale o disidratazione. È un parametro utile per monitorare lo stato di idratazione e l’efficienza del sistema escretore.

 – Elettroliti (sodio, potassio, cloro, calcio, magnesio)
Gli elettroliti svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento dell’equilibrio idrico, della pressione sanguigna e della funzionalità muscolare e nervosa. Alterazioni nei livelli di elettroliti possono indicare problemi renali o disidratazione.

 – Urinocoltura e analisi delle urine
Sebbene non sia un esame ematico, l’analisi delle urine e l’urinocoltura sono spesso eseguite insieme agli esami del sangue per valutare la funzionalità renale. L’esame delle urine consente di rilevare la presenza di proteine, globuli rossi, globuli bianchi e altri elementi che possono indicare un problema di filtrazione renale mentre la urinocoltura rileva eventuali batteri che stessero infettando le vie urinarie.

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