All’attivo dei delegati Cgil dell’Emilia Romagna, svoltosi al Paladozza, sono intervenuti anche Susanna Camusso e Maurizio Landini. Dalla vertenza Saeco ai gravi casi di sindacalisti licenziati durante le vertenze, fino al lancio di un nuovo Statuto dei lavoratori e del referendum abrogativo del Jobs Act.

Si è svolto questa mattina al Paladozza di Bologna l’attivo regionale dei delegati Cgil, alla presenza di Susanna Camusso e Maurizio Landini. L’incontro è stato anche l’occasione per lanciare la proposta di legge di iniziativa popolare per un nuovo Statuto dei Lavoratori, che estenda i diritti a tutti, e per tornare ad avanzare la proposta di un referendum contro il Jobs Act. I temi affrontati, però, sono stati moltissimi, tra cui la vertenza Saeco e i casi dei delegati sindacali licenziati negli ultimi tempi, che per Landini costituiscono una rappresaglia frutto avvelenato del Jobs Act e della libertà che esso dà di licenziare.

SAECO. Sia Cgil che Fiom chiedono al governo italiano una cosa sola: indurre Philips a ritirare i licenziamenti. La serrata di ieri e l’invito rivolto dall’azienda ai fornitori di dirottare le merci in Romania rappresentano provocazioni che, per gli esponenti del sindacato, fanno salire la tensione e testimoniano un atteggiamento che non vuole trovare una soluzione. In ogni caso, la tappa del 19 gennaio, quando al Ministero ci sarà un nuovo incontro con la multinazionale, rimane un appuntamento importante.

LICENZIAMENTO SINDACALISTI. “Questi sono i frutti avvelenati del Jobs Act”, è in questo modo che Landini commenta i casi dei delegati sindacali lincenziati in Emilia Romagna da aziende in vertenza.
“Quando un governo – ha aggiunto Landini – dice alle imprese che possono licenziare e che possono fare quello che gli pare, questi sono i risultati: chiunque pensa di potere disporre delle persone, di comprare e di vendere. Per questo bisogna cancellare il Jobs Act e bisogna cambiare radicalmente queste leggi sbagliate”.
Una posizione condivisa anche da Camusso e dal segretario regionale Vincenzo Colla che, rivolgendosi alla Confindustria, ha affermato: “È questo il vostro modello innovativo di relazioni?”.

IL NUOVO STATUTO  E IL REFERENDUM SUL JOBS ACT. Il nuovo Statuto dei lavoratori “rende evidente, come avevamo detto, che non avremmo accettato la cancellazione dei diritti – sostiene Landini – L’obiettivo è quello di fare una consultazione straordinaria non solo con gli iscritti ed i lavoratori, ma con tutto il mondo del lavoro e con tutte le forme di lavoro perché il problema oggi è unire ed estendere i diritti a tutti”. “L’altra cosa che chiediamo nella consultazione – ha ricordato il segretario della Fiom – è quella di confermare la condivisione della scelta di fare un referendum abrogativo per cancellare le norme peggiori del Jobs Act e per fare delle leggi che, invece, estendano i diritti sul serio”.

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61