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Dopo le indiscrezioni, in un lungo post su Facebook l’assessore Matteo Lepore ufficializza l’idea di proporre a Làbas uno spazio all’ex-Staveco, quella che doveva essere la cittadella universitaria, ma il progetto con l’Università è abortito. I tempi, però, non si conoscono e potrebbero essere molto lunghi. Gli attivisti hanno appreso la notizia, ma per il momento non si esprimono.

L’anticipazione era apparsa questa mattina su la Repubblica Bologna e poche ore dopo è arrivata la conferma dell’assessore comunale Matteo Lepore. Per rimediare al pasticcio di Làbas, il centro sociale che aveva sede nell’ex-Caserma Masini in via Orfeo e che è stato sgomberato martedì dalle forze dell’ordine, il Comune avanza l’idea di offrire agli attivisti uno spazio all’ex-Staveco, un’altra ex-caserma che si trova sempre nel Quartiere Santo Stefano, a duecento metri in linea d’aria dal posto precedentemente occupato da Làbas.

Questo il post di Matteo Lepore:

Probabilmente la vicenda ha subìto un’accelerazione perché, alle parole di ieri del sindaco Virginio Merola, che sosteneva di aver voluto dialogare con gli attivisti e aver proposto loro spazi sempre rifiutati, Làbas ha risposto con un dettagliato comunicato in cui, in buona sostanza, smonta la tesi di Merola.

Questo il post di Merola:

Questa la risposta di Làbas:

Sull’ex-Staveco, pochi anni fa, era stato lanciato in pompa magna un progetto con l’Alma Mater , che avrebbe dovuto trasformare l’area in una cittadella universitaria. Il progetto poi abortì, non senza imbarazzo.
Ora l’Amministrazione comunale cerca di recuperare rilanciando con la proposta a Làbas, anche se dallo stesso post di Lepore si intuisce che i tempi dell’operazione potrebbero essere molto lunghi, in ogni caso più lunghi del mese di tempo indicato dagli attivisti prima della manifestazione – prevista proprio il 9 settembre – con la quale hanno già detto di volersi riprendere l’ex-caserma Masini. Per ora gli attivisti restano in silenzio e si confrontano fra loro.