In occasione di Art City Bologna 2026, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna ospita “John Giorno: The Performative Word”, la prima grande retrospettiva istituzionale dedicata al poeta e performer che ha saputo trasformare la parola in esperienza e forma d’arte.
Art City Bologna, al MAMbo la mostra su John Giorno
La mostra, a cura di Lorenzo Balbi, mostra come l’artista abbia valorizzato il linguaggio poetico nelle sue dimensioni plastiche, relazionali e performative. Larga parte della sua produzione reimpiega estratti delle sue poesie replicati su diversi supporti, con l’uso di colori accuratamente scelti e un font iconico.
«Un’artista unico. Può mescolare insieme poesia, arte visuale, la musica, la performance in un modo molto originale», o definisce Anthony Huberman, direttore artistico di Giorno Poetry Systems.
La mostra si divide in più sezioni: la parte centrale destinata all’opera telefonica; la sezione con i dipinti; la sezione dell’archivio; è presente anche un’opera di suo marito, l’artista svizzero Ugo Rondinone, che consiste in una video-installazione che ritrae Giorno mentre recita la poesia “THANX 4 NOTHING”; c’è la parte che riprende il primo film di Andy Warhol, un film di 5 ore che inquadra una persona che dorme che è proprio John Giorno.
Epicentro della mostra è “Dial-A-Poem”, l’opera interattiva con cui l’artista ha reso fruibili al pubblico, attraverso un numero di telefono da comporre, le registrazioni delle voci di poeti, artisti, musicisti e attivisti intenti a leggere le proprie composizioni. In occasione della mostra, nasce la versione italiana dell’opera ideata appositamente per il MAMbo, “Dial-A-Poem Italy”, con la collaborazione di Giorno Poetry Systems, sono stati selezionati da Caterina Molteni 30 poeti e poetesse italiani contemporanei.
Un nuovo numero telefonico +390510304278 sarà attivato in occasione della mostra e sarà sempre disponibile, 24 ore su 24, per ricevere una poesia in cambio di una chiamata.
La mostra presenta anche una sezione dedicata ai materiali d’archivio a cura di Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani, e con un allestimento progettato da EX. (Andrea Cassi, Serena Giardina e Michele Versaci): poster, lettere, libri e contratti che tracciano la storia di John Giorno tra arte e attivismo.
«Non si può non prescindere dal narrare l’attività di attivista di Giorno, soprattutto grazie a Giorno Poetry Systems, che Giorno fondò nel 1965 – spiega il curatore Lorenzo Balbi – negli anni 80, Giorno Poetry Systems fondò l’AIDS Treatment Project, il primo vero progetto di sostegno tra artisti e artiste malati di AIDS che consisteva essenzialmente in un supporto economico. John Giorno aveva capito che chi contraeva questo virus perdeva immediatamente il lavoro, veniva isolato, veniva considerato un emarginato».
Chi dava i soldi per questo progetto, oltre ai mecenati, erano proprio gli stessi artisti in una catena di solidarietà. La sua associazione, che continua il suo lavoro tutt’oggi, era stata fondata per aiutare gli altri artisti che fosse raccogliendo fondi o mettendo la loro voce in un telefono.
Negli ultimi anni della sua vita, ha compiuto una ricerca per avvicinarsi alle sue origini italiane. In mostra, sono esposte le sue ricerche per trovare la sua famiglia con documenti, fotografie. Ha passato molto tempo nel comune di Aliano per cercare di conoscere la gente e trovare questi documenti della sua famiglia, diventando cittadino onorario di Tursi.
A chiudere la mostra, una selezione di Rainbow Paintings, che associano ai versi dell’artista colori vibranti che fanno eco alla bandiera arcobaleno delle comunità LGBTQIA+, per le quali Giorno si è battuto come attivista per tutta la vita.
La mostra è aperta dal 5 febbraio al 3 maggio 2026, con i seguenti orari:
Martedì e mercoledì 14-19
Giovedì 14-20
Venerdì, sabato, domenica e festivi ore 10-19
In occasione di ART CITY Bologna 2026 con ingresso gratuito:
Giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio ore 10-20
Sabato 7 febbraio ore 10-23
ASCOLTA L’INTERVISTA A ANTONY HUBERMAN:
ASCOLTA L’INTERVISTA A LORENZO BALBI:







