Dopo 6 giorni di sciopero a oltranza i lavoratori dell’Agenzia Dire, una delle principali agenzia di stampa italiane, hanno ripreso l’attività. Lunedì sono state aperte le trattative con la dirigenza per trovare un punto di incontro sul pagamento degli stipendi arretrati, all’interno di una vicenda complessa che dura da molto tempo.
«Il Comitato di redazione ha incontrato la dirigenza aziendale per avviare il dialogo sull’impianto che poi andrà a costituire l’accordo completo» spiega il Cdr.
La lunga vertenza dei giornalisti dell’Agenzia Dire
I lavoratori e le lavoratrici dell’agenzia, sia giornalisti che poligrafici, chiedono la regolarizzazione degli stipendi, pregressi e futuri. È da oltre un anno, infatti, che vivono una situazione esasperante, con pagamenti a singhiozzo.
«L’attuale editore, Stefano Valore, sta affrontando debiti e problemi economici aziendali ereditati dalla gestione precedente», spiega ai nostri microfoni Andrea Sangermano, fiduciario del Comitato di redazione dell’Emilia Romagna. Una situazione che in questi anni ha creato incertezze sul piano economico dell’agenzia stessa.
Il piano per la ristrutturazione del debito è stato approvato solamente a dicembre e ciò ha comportato irregolarità nel pagamento degli stipendi durante tutto lo scorso anno. In particolare, lavoratrici e lavoratori si sono trovati quasi tre mesi senza retribuzione, per poi riceverla a rate.
Nel frattempo, Palazzo Chigi ha riattivato la convenzione con l’agenzia, sospesa a marzo 2025, e Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di inizio anno ha invitato l’editore a regolarizzare gli arretrati dei lavoratori.
«Ha premiato il fatto di essere stati tutti uniti», spiega Sangermano, che sottolinea come i giornalisti e le giornaliste «hanno sempre garantito la produzione di un notiziario di qualità nonostante i mesi passati senza stipendio».
Lavoratrici e lavoratori sono consapevoli che la situazione non si risolverà in brevissimo tempo, ma sperano che la soluzione che si intravede dalle trattative in corso possa anzitutto risolvere la questione delle retribuzioni. «Passo dopo passo, confidiamo che ciò possa portare anche un rilancio dell’agenzia», conclude il fiduciario del Cdr.
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