Si chiama Amas Emilia-Romagna ed è l’acronimo di Assemblea dei Movimenti Ambientalisti e Sociali. Si tratta di una rete nata dopo la manifestazione dello scorso 26 ottobre in cui realtà ecologiste e sociali del nostro territorio scesero in piazza per chiedere un’inversione di rotta sulle politiche della Regione Emilia-Romagna.
Analogamente, alle ore 9.00 di martedì prossimo, 27 maggio, la neonata Amas tornerà a svolgere un presidio sotto la sede dell’Assemblea legislativa al medesimo scopo, ma presentando una lunga lista di rivendicazioni che costituiscono una vera e propria piattaforma programmatica alternativa.

La manifestazione dell’Assemblea dei Movimenti Ambientalisti e Sociali

Il punto di partenza delle rivendicazioni riguarda le quattro leggi di iniziativa popolare depositate in Regione su temi ambientali, in particolare acqua, rifiuti, energia e consumo di suolo. Nonostante la raccolta di oltre settemila firme e la validazione dei quesiti, i consiglieri regionali non hanno ancora esaminato e discusso le proposte.
«Esattamente il 12 febbraio le proposte sono arrivate nella Terza Commissione, quindi più di tre mesi fa e ancora non sono state esaminate – racconta ai nostri microfoni Corrado Oddi, portavoce di Reca, una delle realtà dell’Assemblea dei Movimenti Ambientalisti e Sociali – Questo è un sentore negativo dell’attenzione che le forze politiche danno alle proposte sostenute dalla cittadinanza».

Oltre alla questione delle proposte di legge, la piattaforma chiede di uscire dall’economia del fossile, ripubblicizzare i beni comuni, attuare una moratoria sulle grandi opere autostradali, cancellare la legge urbanistica regionale colpevole di aver prodotto consumo di suolo, mettere in campo un progetto di riassetto idrogeologico del territorio, tutelare la montagna, ridiscutere gli assetti aeroportuali e fermare gli allevamenti intensivi.

In sostanza si chiede anche all’Amministrazione di Michele de Pascale di invertire la rotta sulle politiche ambientali e sociali, cosa che non sembra essere in atto dopo l’insediamento della Giunta e dell’Assemblea legislativa.
«Abbiamo anche la consapevolezza di ciò che accade a livello nazionale e internazionale – sottolinea Oddi – quindi a fianco alle richieste locali protestiamo anche contro il genocidio in Palestina, la svolta repressiva del decreto Sicurezza e il piano di riarmo europeo».

ASCOLTA L’INTERVISTA A CORRADO ODDI: