Vassilis Primikiris, membro della segreteria nazionale di Syriza, il partito di Alexis Tsipras, ai microfoni della nostra Piera Stefanini, racconta la situazione socio-economica greca e i mutamenti politici degli ultimi mesi. “Disoccupazione al 30% e il governo vuole privatizzare tutto, ma in autunno torneremo alle urne”.

La situazione sociale in Grecia rimane drammatica. Su una popolazione totale di 10 milioni di abitanti, sono 2 milioni le persone completamente disoccupate. Tradotto in percentuale, il 30% della popolazione attiva non ha un lavoro e il dato è ancora più grave se non si considerano gli impieghi part-time o flessibili, che non danno la possibilità di vivere dignitosamente.
A raccontare ai nostri microfoni cosa succede nel Paese ellenico è Vassilis Primikiris, membro della segreteria nazionale di Syriza, il partito della sinistra greca guidato da Alexis Tsipras.

La colpa, per l’esponente di Syriza, è della prosecuzione delle politiche di austerity del governo di Antonis Samaras. Un governo di “larghe intese”, composto dalla destra di Nuova Democrazia e dal Pasok, il partito socialista greco.
Un governo che, secondo Primikiris, è “di minoranza”. Se infatti si analizzano i risultati delle recenti elezioni amministrative ed europee, i partiti che guidano il governo non raggiungono nemmeno il 30%, mentre le forze di sinistra, nel loro complesso, superano il 35%.
Attualmente la maggioranza in Parlamento è piuttosto risicata e si basa su 153 parlamentari su 300 seggi. Una difficoltà che, secondo l’esponente di Syriza, porterà a nuove elezioni in autunno.

Le ricette dell’esecutivo di Samaras sono già note in Italia. Oltre ai tagli alla spesa pubblica, negli ultimi giorni si discute molto sul piano di privatizzazioni che non risparmia nulla: dalle spiagge all’acqua, fino all’energia elettrica.
In particolare la battaglia di Syriza si concentra sulla privatizzazione di Dei, una sorta di Enel greca, l’azienda di produzione energetica che è anche la prima azienda del Paese.
“Non credo che il governo riuscirà a privatizzarla – sostiene Primikiris – I greci sono molto legati ai beni comuni e stanno iniziando a mobilitarsi in questo senso”.