Centinaia di tonnellate di aiuti umanitari destinate alla popolazione civile della Striscia di Gaza sono bloccate a Genova da 21 giorni. È l’allarme che viene dalla Ong Music for Peace, che intanto ha lanciato un’ulteriore campagna di raccolta di medicinali. Nel frattempo la situazione umanitaria a Gaza si fa di giorno in giorno più drammatica, con un sistema sanitario ormai al collasso.

Due ambulanze, sei container di medicinali, apparecchiature mediche, attrezzature per disabili, alimenti per l’infanzia. Questo e molto altro è il contenuto del carico bloccato a Genova da oltre tre settimane e destinato alla popolazione civile della Striscia di Gaza. La carovana dell’associazione umanitaria Music for Peace, pronta a partire già dallo scorso 23 giugno, ad oggi non ha ancora ricevuto i permessi di transito – spiegano dalla Ong – né dal lato egiziano né dal lato israeliano. “Si parla di centinaia di tonnellate di materiali importanti per gli ospedali, il peggiorare della situazione non ha aiutato la carovana – spiega Stefano Rebora, Presidente di Music for Peace – continuano a telefonarci gli ospedali chiedendo quando e come arriverà. A oggi l’Egitto tergiversa, è in silenzio – fa sapere Rebora – mentre con Israele c’è stato un primo contatto tramite la Farnesina ma per il momento non c’è ancora il permesso. Non siamo più in grado di attendere, un ruolo importante lo può giocare il Ministero degli Esteri accelerando le operazioni“.

Nel frattempo nella Striscia di Gaza la situazione umanitaria si aggrava ogni giorno che passa, con un bilancio che parla di 172 vittime e 1230 feriti. Il sistema sanitario è al collasso, negli ospedali e centri di pronto soccorso – operanti sotto la costante minaccia di bombardamenti – scarseggiano i farmaci essenziali e materiali sterili e monouso, tra cui aghi, siringhe, cotone, disinfettanti, guanti e molto altro. Per queste ragioni Music for Peace chiede che venga concesso il prima possibile il permesso per far partire la carovana carica di aiuti, appellandosi al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra e del Primo Protocollo Addizionale che sancisce “la popolazione civile ha diritto all’assistenza, vi è l’obbligo di facilitare il rapido e non limitato passaggio di tutti i convogli umanitari e che il personale di soccorso deve essere rispettato e protetto”.

Data la gravità della situazione l’associazione Music for Peace ha lanciato un’ulteriore campagna di raccolta di medicinali, con scadenza non antecedente a ottobre 2015. “Sfruttiamo questa attesa per raccogliere altro materiale, e in ogni caso prepareremo un nuovo convoglio per l’autunno. In questo momento l’approvigionamento degli ospedali è ridotto al nulla”.

Andrea Perolino