Continua la crisi nel comparto metalmeccanico provinciale: in crescita il ricorso  alla cassa integrazione, alla mobilità e i fallimenti aziendali. Fiorani (Fiom): “Siamo pronti ad occupare le fabbriche”.

Il settore metalmeccanico provinciale sta attraversando una crisi senza precedenti. La situazione è drammatica, come hanno dimostrato le rilevazioni presentate questa mattina dalla Fiom. Rispetto a quelle di luglio, le aziende che stanno facendo ricorso a ammortizzatori sociali sono salite del 15 per cento, percentuale che sale ancora, al 26%  se si considerano i lavoratori del settore: sono 16.500 i lavoratori coperti da ammortizzatori su un totale di 60.000 addetti nella provincia di Bologna.
Cresce anche il ricorso alla mobilità, +2%, a cui vanno aggiunte altre 12 aziende per un totale di 315 dipendenti, che hanno aperto la procedura. Mobilità, ricordiamo, che purtroppo è molto spesso l’anticamera del licenziamento.
Cresce di poco invece il numero delle aziende che fanno ricorso a dei contratti di solidarietà (+8%), che passa da 26 del luglio passato a 28 di fine ottobre, segno di una scarsa propensione delle industrie bolognesi a redistribuire il lavoro tra gli addetti.
Significativo anche il dato sui fallimenti: dal 2008 ad oggi sono oltre 140 le aziende fallite.

Tutto questo senza che le “istituzioni, le associazioni imprenditoriali e chi ci governa abbia saputo, o voluto, intervenire”, lamenta Giordano Fiorani, segretario provinciale della Fiom, che rilancia la “disponibilità del sindacato a confrontarsi, senza preconcetti, per trovare delle soluzioni ed uscire da questa recessione”. Perché continuando su questa strada “si mette a rischio l’equilibrio sociale”.
Le tute blu della Cgil, però, sono pronte anche ad azioni forti qualora le aziende pensassero a licenziamenti di massa. “In quei casi alzeremo il tiro – afferma Fiorani – anche con occupazioni delle fabbriche o assemblee permanenti”.

Paolo Antoniazzi

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