I semi di cannabis autofiorenti rappresentano una nuova interpretazione della genetica che in tal senso ha molto da offrire e fornisce un vantaggio sia ai coltivatori principianti che a quelli esperti. I semi di cannabis autofiorenti non si basano su determinati cicli di luce per dettare la loro fioritura.  

Ciò significa che possono essere coltivati tutto l’anno con più raccolti, senza doversi quindi preoccupare dei cambiamenti stagionali.  

I semi autofiorenti producono inoltre risultati estremamente rapidi, infatti, possono passare dalla semina al raccolto in appena 10 settimane, consentendo una produzione veloce e costante e soprattutto di avere a disposizione sempre dei raccolti freschi.  

La cannabis autofiorente è molto più resistente  

Grazie alla loro eredità dalla specie di cannabis ruderalis, i semi autofiorenti sono molto resistenti al freddo, alle infezioni e ai parassiti. Ciò rende queste varietà non solo più indulgenti per i principianti, ma anche adatte a crescere nelle regioni più fredde del mondo, infatti basta che non ci sia del gelo eccessivo o nevichi spesso, possono essere coltivate anche all’aperto in pieno inverno. In riferimento a quanto sin qui premesso, vediamo perché potrebbe essere così importante inserire la cannabis autofiorente nel mercato europeo.

Le varietà autofiorenti si possono coltivare sia indoor che outdoor 

Grazie alla combinazione di resilienza e fioritura basata sull’età, le varietà autofiorenti di semi di cannabis sono adatte sia per la coltivazione indoor che outdoor. Quando si opta per il chiuso, va altresì aggiunto che basta mettere semplicemente le piante sotto un fascio di luce costante per ottenere la resa migliore.  

Le piante di cannabis autofiorenti fungono tra l’altro da perfetto trampolino di lancio nel mondo della coltivazione e rimangono la prima scelta di molti coltivatori veterani e commerciali grazie alla loro facilità e ai loro tempi di consegna.  

Nel complesso, richiedono meno manutenzione durante il loro ciclo di vita e sono resistenti a condizioni difficili e parassiti. Infine va aggiunto che le piante di cannabis autofiorenti sono anche in grado di perdonare errori minori e sopravviveranno benissimo anche di fronte a qualche piccola negligenza. 

Coltivare la cannabis autofiorente non costa molto  

Le varietà di cannabis autofiorenti tendono a richiedere meno risorse rispetto ad altre tipologie di coltivazioni. Questa caratteristica le rende un’opzione più economica sotto molti aspetti, soprattutto per coloro che cercano di ottenere dei raccolti perpetui.  

In primo luogo, le autofiorenti attraversano il ciclo di crescita molto più rapidamente delle varietà a fotoperiodo, il che significa che non richiedono lo stesso dispendio energetico quando si tratta di illuminazione, acqua e sostanze nutritive. In secondo luogo, accettano anche dei terreni meno ricchi di sostanze nutritive.  

Una miscela per vasi ad esempio richiede soltanto l’aggiunta di perlite e fibra di cocco fino alla raccolta. Sebbene il rabbocco occasionale di nutrienti li aiuterà lungo il percorso, i coltivatori non hanno tuttavia bisogno di spendere soldi per quantità eccessive di fertilizzanti per mantenerle in vita le piante di cannabis autofiorenti.  

A margine è importante sottolineare che anche i costi sono ulteriormente ridotti, e che nei periodi di elevata siccità è necessario provvedere ad innaffiature aggiuntive rispetto a quelle standard. 

Articolo precedenteLa tua vacanza sull’isola d’Elba
Articolo successivoQuarant’anni senza Rino Gaetano