Il nostro paese per sostentare autonomamente la  propria popolazione avrebbe bisogno di 61 milioni di ettari di suolo agricolo utile. Al momento gli ettari destinati all’agricoltura sono solo 12 milioni. E’ questa una delle constatazioni dalle quali prende le mosse la petizione contro il consumo di suolo di Legambiente Emilia Romagna “Stop al Cemento”.

Sembra proprio che Legambiente Emilia Romagna voglia togliersi di dosso l’etichetta di associazione costituita da ambientalisti romantici e passatisti. La petizione contro il consumo di suolo “Stop al Cemento” (è possibile firmare sul sito http://www.legambiente.emiliaromagna.it/stopalcemento/)  rilanciata questa mattina ai nostri microfoni da Anna Carlini, di Legambiente San Lazzaro, nasce dalla presa d’atto di più d’una contraddizione nell’azione politica e decisionale della nostra classe dirigente.

La prima, difficile da ignorare nella sua devastante evidenza, sta nelle conseguenze dell’urbanizzazione selvaggia ogni volta che si verifica un evento atmosferico di particolare violenza e non. La terra, urbanizzata, non tiene l’acqua. I fiumi, privati dei loro letti naturali, trovano altre vie di sfogo ed esondano, provocando più danni degli eventuali benefici prodotti dall’urbanizzazione stessa.

Altra contraddizione, lampante, sta nella perdita economica insita nella scelta di costruire nuove strutture rispetto al recupero dell’esistente. Nel caso di complessi abitativi, inoltre, alla perdita già descritta si aggiunge l’investimento pubblico per la creazione di una rete di servizi, dei quali un nuovo quartire, per esempio, abbisogna.

Ma è nella tensione tra suolo urbanizzato e suolo agricolo che le contraddizioni della corsa all’urbanizzazione esplodono più decisamente. In questo caso basta analizzare i dati, forniti questa mattina ai nostri microfoni da Anna Carlini, di Legambiente San Lazzaro. “L’Italia, se volesse sostentare tutta la sua popolazione avrebbe bisogno di 61 milioni di ettari di suolo agricolo utile. Gli ettari destinati all’agricoltura sono ad oggi solo 12 milioni” dice l’ambientalista. Tutto il resto è deficit. E i commenti sono superflui.

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