A tre giorni dall’entrata in vigore ufficiale dell’accordo raggiunto a Parigi l’anno scorso, a Marrakech comincia oggi Cop22, il vertice sul clima che deve rendere concreti gli impegni presi. 100 Paesi hanno ratificato l’accordo, ma pesa l’incognita delle elezioni americane.

Cop22: L’obiettivo è fronteggiare l’emergenza climatica

Il clima marocchino è surriscaldato dalla morte di un pescatore, Mauchine Fikri, che ha scatenato un’ondata di proteste in tutto il Paese, ma il clima di cui si discute da oggi al 18 novembre a Marrakech non è quello politico, anche se la politica c’entra eccome.
Comincia proprio oggi Cop22, la conferenza sui cambiamenti climatici che fa seguito all’accordo raggiunto a Parigi nell’incontro precedente, nel dicembre scorso. Proprio l’accordo di Cop21, celebrato da quasi tutti come un grande successo, è entrato ufficialmente in vigore lo scorso 4 novembre e l’appuntamento marocchino è universalmente considerato il momento di fare sul serio.

Se agli esperti i contenuti dell’accordo di Parigi sono sembrati troppo generici – in particolare per i tempi troppo lunghi per mettere in atto azioni di contrasto al global warming, per l’incertezza dell’impegno dei singoli, della verifica del rispetto dei patti (comunque non vincolanti) e dei fondi a sostegno dei Paesi più poveri – Cop22 sarà la cartina di tornasole per capire quanto i grandi della Terra hanno preso sul serio il problema.

Il vertice sul clima è stato aperto da una conferenza stampa in cui sono emersi due elementi: un buon auspicio e un’incognita pesante.
“Il buon auspicio è che qualche giorno fa è stata raggiunta quota 100 tra i Paesi che hanno ratificato l’accordo – racconta ai nostri microfoni la giornalista Lou Del Bello, che si trova a Marrakech – L’incognita che pesa è quella delle elezioni americane. A seconda di chi vincerà, potrebbe cambiare l’impegno degli Stati Uniti, uno dei Paesi con il maggior numero di emissioni”.

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