Secondo il dossier di Agire, l’agenzia italiana per la risposta alle emergenze, il 2012 è stato l’annus horribilis per gli aiuti umanitari, che raggiungono una cifra minore di quanto investito dal governo brasiliano per l’organizzazione dei mondiali di calcio. Probabile una risalita nel 2013.

E’ difficile interpretare la natura delle oscillazioni delle cifre destinate agli aiuti umanitari. Di certo, nel 2012, sono drasticamente diminuiti su scala mondiale. Lo fa sapere Agire, l’agenzia italiana per la risposta alle emergenze (una sorta di consorzio di Ong), che rileva come nell’anno in esame i governi mondiali abbiano speso 12,9 miliardi. Una cifra che risulta molto inferiore a quanto investito dal solo governo brasiliano nell’organizzazione dei mondiali di calcio, che si stanno svolgendo in questi giorni in Brasile. 

A voler essere cinici, si potrebbe dire che il 2012 non ha visto verificarsi tragedie da prima pagina, quelle catastrofi, cioè, che normalmente mobilitano l’opinione pubblica e spingono i governi a stanziare aiuti per le zone colpite. Questo non significa che il mondo non sia stato, in quell’anno, il teatro di immani catastrofi, ma semplicemente che i media non ne hanno fatto argomenti da copertina. D’altronde, come dice Raffaele Salinari, presidente di Terres des Hommes, ong membra dell’agenzia,con molta disillusione: “Esiste solo quello che si vede”.

In seconda battuta, Salinari si spiega la diminuzione degli aiuti, come la fine della cooperazione internazionale per come l’abbiamo conosciuta. In breve, per il presidente di Terres des Hommes, la cooperazione è stata svuotata (almeno quella embedded) del ruolo di penetrazione e controllo su territori interessanti dal punto di vista geopolitico.Quel ruolo è stato reinterpretato dagli eserciti.

Esiste, infine, un nuovo attore alla voce donatori: il settore privato. “Il problema è che il settore privato, senza demonizzarlo necessariamente, fa degi interventi umanitari o degli aiuti allo sviluppo più in generale, un Window Dressing Exercise: un esercizio di vetrina” spiega Salinari.

In controtendenza, stando alle prime voci, sarebbe il trend degli aiuti umanitari per il 2013 (supererebbero i 16 miliardi di dollari). Basti, però, ricordare, sulla scorta di quanto detto sul ruolo dei media, che in questo anno la crisi siriana si è acuita e le Filippine sono state colpite da un terremoto devastante.