La fiaccola delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 ieri ha attraversato diverse città dell’Emilia-Romagna e si avvicina al luogo in cui si terranno le competizioni invernali a partire dal prossimo 6 febbraio.
Oltre ai lustrini e alle celebrazioni, in particolare con il grande evento di inaugurazione in prima serata allo stadio San Siro, si prepara anche la contestazione della rete Cio – Comitato Insostenibili Olimpiadi, che a partire dal 2022 si oppone al grande evento e alla devastazione dei territori ad esso connessa.

Le “Utopiadi”, la contestazione alle Olimpiadi Milano Cortina

Milano si prepara a tre giorni di proteste e iniziative di sport popolare in occasione dell’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Dal 6 all’8 febbraio si terranno le “Utopiadi”, una mobilitazione diffusa promossa da reti sociali, collettivi, comitati territoriali e realtà di sport di base, riunite nella rete Cio – Comitato Insostenibili Olimpiadi, che contestano l’impatto economico, ambientale e sociale del grande evento, definito dai promotori «le Olimpiadi più insostenibili di sempre».
L’iniziativa richiama l’esperienza dello scorso anno, quando gli attivisti avevano simbolicamente riaperto l’ex Stadio del Ghiaccio di via dei Ciclamini, rivendicando l’uso pubblico di spazi considerati abbandonati o privatizzati.

Le proteste prenderanno il via il 6 febbraio, in concomitanza con la cerimonia inaugurale, con azioni di contestazione e momenti di aggregazione diffusi sul territorio cittadino. Gli organizzatori denunciano la “militarizzazione” dell’area di San Siro e criticano le trasformazioni urbanistiche legate all’evento, accusate di favorire speculazioni immobiliari e di accentuare disuguaglianze e processi di esclusione sociale. Al centro delle critiche anche le ricadute sui territori montani coinvolti nelle gare, dalla Valtellina alla Val di Fiemme, fino alle Dolomiti bellunesi. Ma anche progetti speculativi che interessano la città di Milano.

Il 7 febbraio è prevista una manifestazione nazionale che punta a riunire movimenti civici e ambientalisti, collettivi studenteschi, sindacalismo conflittuale e realtà dello sport popolare, insieme a reti impegnate sui temi dei diritti sociali, dell’abitare e della solidarietà internazionale. La tre giorni si concluderà domenica 8 febbraio con una giornata dedicata alla pratica e alla condivisione dello sport popolare, presentata come alternativa simbolica al modello dei mega-eventi. Gli organizzatori invitano cittadini e realtà associative a partecipare e annunciano che nelle prossime settimane verranno diffusi il programma e i dettagli logistici delle Utopiadi.

La speculazione urbanistica a Milano connessa alle Olimpiadi

Ai nostri microfoni Elio Catania di Off Topic, una delle realtà che compone la rete Cio, racconta l’impatto delle Olimpiadi Milano Cortina nel capoluogo lombardo, in particolare per ciò che concerne la speculazione edilizia.
«A essere interessati saranno soprattutto i quartieri popolari del sud-est della città, come Santa Giulia e Corvetto – spiega l’attivista – I progetti che contestiamo sono l’Arena del Ghiaccio di Santa Giulia e il villaggio olimpico all’ex scalo di Porta Romana».
Quest’ultimo, in particolare, ha interessato un’ex area industriale abbandonata e rinaturalizzata su cui si è scelto di costruire il villaggio olimpico.

L’infrastruttura, realizzata con fondi pubblici, è stata realizzata da privati, in particolare da una cordata guidata dal gruppo Coima di Manfredi Catella, coinvolto nell’inchiesta giudiziaria proprio nel settore urbanistico a Milano.
Catania racconta che il villaggio olimpico lascerà in eredità alla città un’opera che viene considerata dalla narrazione ufficiale come positiva: uno studentato privato. L’ennesimo, che però presenta i soliti problemi di accessibilità. «Una stanza singola può costare più di mille euro al mese, mentre una doppia quasi 800 euro – racconta l’attivista – Appena il 30% dei posti letti avrà un costo convenzionato, mentre la struttura non ospiterà studenti fuorisede, ma i cosiddetti city users, ovviamente facoltosi».

ASCOLTA L’INTERVISTA A ELIO CATANIA: