A Bologna stanno facendo discutere i dati dell’Istat sul verde urbano, organizzati da Il Post in una classifica sulle città con più alberi procapite. Sul podio nazionale c’è la vicina Modena, che ha 117,4 alberi ogni 100 abitanti, seguita da Trieste (113,7) e Cremona (107,5). Dalla quarta posizione in avanti tutte le città hanno meno alberi rispetto ai cittadini residenti.
Per trovare il capoluogo dell’Emilia-Romagna, però, bisogna scendere al 42° posto. Ciò nonostante l’Amministrazione racconti Bologna come una delle città più green d’Italia. Sono “appena” 22 gli alberi presenti ogni 100 abitanti, cioè 0,22 alberi procapite.
Gli alberi in città sono diventati una battaglia politica
L’articolo de Il Post precisa che, in questo quadro, le città più popolose sono penalizzate, poiché a parità di alberi piantati, più gente vive in una città e più basso risulta il tasso di verde pubblico. La classifica, quindi, non contempla criteri come la percentuale di verde sulla superficie totale né la qualità ambentale complessiva.
Salvaguardia, piantumazione o abbattimento degli alberi, però, sono temi che sempre più producono dibattito pubblico nelle città e Bologna non fa eccezione. I servizi ecosistemici degli alberi, in particolare con ombreggiatura e umidità, assumono grande importanza in tempi di crisi climatica e di ondate di calore.
Spesso a Bologna si sono registrate proteste, se non vere e proprie battaglie, contro l’abbattimento di alberi o progetti che prevedevano il loro sacrificio. Tra queste ultime sicuramente vanno annoverate la battaglia nel parco Don Bosco, quella nel giardino San Leonardo e quella al parco Mitilini-Moneta-Stefanini.
Spesso nell’aspro confronto tra Amministrazione e cittadinanza, la prima ha provato ad addurre giustificazioni e motivazioni altrettanto “nobili” relative ai progetti che avrebbero sacrificato alberi. In questo modo sono stati contrapposti bisogni diversi, che in realtà non sono confliggenti. Nel caso del parco Don Bosco gli alberi avrebbero dovuto essere sacrificati per realizzare una nuova scuola, nel parco Mitilini-Moneta-Stefanini per far posto al museo delle bambine e dei bambini.
ASCOLTA L’INTERVISTA A GIANNI DE GIULI DEL COMITATO BESTA:
Prendendo in esame altri indicatori, la superficie verde totale del Comune di Bologna è di 1000 ettari, pari al 7,1% dell’intero territorio comunale.
Il Comune di Modena, che è in cima alla classifica sulle alberature, ha un superficie verde totale di 1400 ettari, pari al 7,6% del territorio. Valori simili, dunque, ma con una netta differenza di alberi presenti in relazione al numero di abitanti.
Ancora più eclatante il dato di Cremona, dove la superficie verde pubblica ammonta ad appena il 3,6% della superficie totale, nonostante la città occupi il terzo posto in classifica per alberi procapite.
La situazione degli alberi a Bologna, tra promesse e realtà
Nel bilancio arboreo, obbligatorio per legge, che il Comune di Bologna ha redatto si legge che il patrimonio pubblico totale ammonta a circa 120mila alberi. La giunta guidata da Matteo Lepore ha annunciato a più riprese diversi piani per aumentare gli alberi in città.
Raggruppando le diverse dichiarazioni del primo cittadino, sono circa 3mila i nuovi alberi promessi, suddivisi in interventi di là da venire, come il Parco della Memoria Democratica all’ex Scalo Ravone.
Nel giugno dell’anno scorso Palazzo D’Accursio presentò “Bologna Verde”, un piano da 23 milioni di euro articolato in 15 interventi per incrementare in modo massiccio la massa arborea e boschiva.
Il Piano del Verde (collegato al Piano Urbanistico Generale) fissa l’obiettivo di incrementare il patrimonio pubblico di 1.300 alberi all’anno (di cui 1.200 all’interno del territorio strettamente urbanizzato). Lazzaretto, Due Madonne, Borgo Panigale, ex Sabiem e via Fioravanti sono alcune delle zone interessate da nuove piantumazioni.
Nonostante sia stato presentato come un piano che sottolinea l’impegno a favore del verde da parte dell’Amministrazione, i numeri sono in linea con quanto avvenne tra il 2016 e il 2021, nel mandato dell’ex sindaco Virginio Merola, quando furono piantati 6442 nuovi alberi.
Un altro criterio da tenere in considerazione, che è anche al centro delle proteste dei comitati di cittadini, è il saldo finale tra piantumazioni ed abbattimenti. Nel 2024, ad esempio, furono abbattuti 655 alberi. Nei primi 7 mesi del 2025 gli abbattimenti hanno riguardato 470 piante.
Tenendo conto degli abbattimenti, quindi, l’incremento di alberi in città risulta almeno dimezzato rispetto alle nuove piantumazioni previste. L’incremento di piante, quindi, viaggerebbe sulle 500-600 unità all’anno, con la non irrilevante differenza che un albero appena piantato non offre gli stessi servizi ecosistemici di una pianta di alcuni decenni di vita.
Di questo passo, la quota di alberi procapite crescerebbe appena dello 0,05% all’anno.
Ai nostri microfoni Daniela Rocca, presidente della Consulta del Verde di Bologna, constata come il quadro sia sconfortante e non solo a Bologna, ma in tutta Italia. Rocca sottolinea che il numero di alberi non è il solo criterio da tenere in considerazione, perché non è la stessa cosa tagliare un albero di 50 anni e sostituirlo con un giovane alberello proprio in termini di servizi ecosistemici.
Per queste ragioni la presidente della Consulta del Verde punta il dito contro le politiche di ripiantumazione e commenta sconfortata che nemmeno questi dati sembrano invertire le politiche pubbliche.
ASCOLTA L’INTERVISTA A DANIELA ROCCA:







