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Gli "scheletri" di Bologna: 199 edifici abbandonati

La mappatura di Coalizione Civica degli edifici in disuso.


di redazione
Categorie: Ambiente
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Alla vigilia dell’approvazione della nuova legge urbanistica regionale, Coalizione Civica Bologna presenta una mappatura sull’abbandono di edifici nel territorio comunale. Sono 199 gli edifici lasciati all'incuria, di cui il 41% di proprietà pubblica.

Su un campione comprendente Bologna e anche 5 Comuni della prima cintura metropolitana, sono 199 i casi di abbandono di proprietà pubbliche e private rintracciati dal Gruppo Urbanistica di Coalizione Civica, per un totale del 13% di territorio in balìa di incuria e inutilizzo. Di questi 199, 119 sono in completo abbandono e presentano condizioni morfologiche e architettoniche di degrado.

I dati più rilevanti estrapolati dalla mappatura, presentata oggi alla vigilia dell'approvazione della legge urbanistica regionale, sono indice di un preoccupante panorama di inutilizzo di contenitori edilizi e aree urbane: il 41% dei siti risulta essere di proprietà pubblica a vario titolo e il 58% invece è nelle mani dei privati.
Nel 6,5% dei casi sono riscontrabili dei segnali di riuso comprendenti progetti collettivi, cantierizzazione per interventi residenziali, commerciali e ristrutturazioni.

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La maggior parte dei siti presi in esame sono a destinazione produttiva, tuttavia si rilevano 21 siti militari, assai appetibili per i privati, come ci suggerisce la destinazione commerciale dell’ex Caserma Masini, sgomberata lo scorso 8 agosto.
In un panorama di diffuso disuso, spiccano anche 10 strutture edilizie originariamente destinate all’istruzione, 9 delle quali di proprietà pubblica, e 4 edifici che ospitavano servizi sanitari, tra cui l’ex Clinica Beretta di via XXI Aprile.

“Un lavoro artigianale”, così definito da Piergiorgio Rocchi, architetto e referente del Gruppo Urbanistica di Coalizione Civica, un censimento nel quale si riscontrano errori e omissioni. Un “work in progress” capace però, in prima istanza, di fornire dati significativi che si inseriscono all’interno del grande dibattito sull’utilizzo degli spazi.
Il lavoro, però, non vuole essere un promemoria per occupazioni e nemmeno una guida per agenzie immobiliari, ma un contributo di conoscenza della realtà del territorio che offre un ausilio per il riuso temporaneo degli immobili inabitati e inutilizzati a fini sociali e culturali.

L’edilizia sociale, secondo Coalizione Civica, è una delle grandi sconfitte della giunta Merola. Di qui l'invito a misurarsi con il tessuto urbano e a formulare nuove proposte di riutilizzo. Se da un lato è necessario spronare al dialogo pubblici e privati in luce della possibilità di destinare e utilizzare gli spazi vuoti, dall’altro è bene tenere a mente che la rigenerazione urbana passa necessariamente per una riqualificazione che deve essere intrisa di significati sociali, nel totale rispetto del legame al territorio stretto da ogni singolo cittadino di Bologna.

Giulia Pozzi

ASCOLTA L'INTERVISTA A PIERGIORGIO ROCCHI:

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