Un ciclo di incontri per recuperare la memoria del colonialismo italiano, una delle pagine più buie e violente della nostra storia, ma sistematicamente rimossa. La rete Yekatit, termine etiope del mese di febbraio, nasce proprio con lo scopo di recuperare e ricordare il passato coloniale dell’Italia, soprattutto quello in Eritrea durante il ventennio fascista. E nei prossimi giorni realizzerà una serie di iniziative.
Yekatit, gli incontri per non dimenticare il colonialismo italiano
Yekatit 12 in particolare corrisponde al 19 febbraio, giorno del fallito attentato a Rodolfo Graziani, allora viceré etiopico . Il soprannome che si era guadagnato, il “macellaio del Fezzan“, è dato dalle le sue azioni in Libia. Graziani infatti applicò metodi repressivi spietati nel Corno d’Africa, culminati nel suo mandato come viceré d’Etiopia.
A seguito di un attentato subito il 19 febbraio 1937 ad Addis Abeba, scatenò una rappresaglia sanguinosa e indiscriminata contro la popolazione locale, nota come “Yekatit 12” (dal calendario etiopico), in cui furono uccisi migliaia di civili. Il numero esatto non è noto, ma si stimano 20mila vittime.
Con la speranza che le iniziative vengano estese a tutto il territorio italiano, gli appuntamenti a Bologna che la rete ha organizzato fino ad oggi iniziano il 17 febbraio alle 17:00 e si concludono il 27 febbraio con un dialogo tra attivisti e attiviste su “Storie coloniali e ingiustizie del presente” al Casalone di Ritmo Lento alle ore 18:00.
Il 17 febbraio, data del primo incontro qui a Bologna, si terrà una commemorazione istituzionale e cittadina nell’Auditorium Biagi (presso Sala Borsa in Piazza Nettuno): si tratta di una mostra digitale sui caduti e dell’ascolto del podcast “A casa loro” di Simone Lumia, con introduzione di Gabriella Ghermandi e monologo di Nadia Abdelhamid. A seguire gli interventi istituzionali di Erika Capasso delegata del Comune di Bologna, la presidente dell’Anpi di Bologna Anna Cocchi e il consigliere comunale Siid Negash.
Il progetto vede la collaborazione con la Biblioteca Amilcar Cabral, dove il 19 febbraio alle ore 18:00 si terrà la presentazione delle collezioni fotografiche del colonialismo italiano (1861-1960). La cura della presentazione del progetto è della Biblioteca IsIAO con la collaborazione di Citizen Science Italia. «L’obiettivo è quello di deostruire lo sguardo coloniale e fascista con il quale è stata costruita la classificazione e la descrizione attribuita alle foto presenti nella collezione», spiega Mariana E. Califano di Resistenze in Cirenaica.
La storia da sempre viene scritta da attori diversi e dunque da diversi punti di vista e difficilmente trova una sua neutralità nelle narrazioni che vengono presentate. In questo contesto è fondamentale inserire una prospettiva decoloniale anche nei luoghi della formazione, iniziando dalle scuole. «Nell’insegnamento della storia si parla del colonialismo come dell’incontro dall’Europa con il resto del mondo», osserva Maria Pia Guermandi, esperta di decolonizzazione del patrimonio culturale. A tal proposito il 18 febbraio alle ore 10:00, presso il PopUp Cinema, si terrà la proiezione del film “Pagine nascoste” di Sabrina Varani, per tutte le studentesse, gli studenti e i docenti.
ASCOLTA L’INTERVISTA A MARIA PIA GUERMANDI:
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